Clamoroso gesto del presidente di SOS Racket e Usura. "Ho deciso di darmi fuoco per portare l'attenzione delle istituzioni su tutte le vittime dell'usura", ha scritto in una lettera

MILANO - Frediano Manzi, il presidente di SOS Racket e Usura, si è dato fuoco questa sera davanti alla sede della Rai a Milano in Corso Sempione. Il fatto è accaduto poco dopo le 20.30. Al momento in cui è stato soccorso dai sanitari presentava vaste ustioni a braccia e torace: ora versa in gravi condizioni all'ospedale.
Manzi aveva chiesto di parlare ai giornalisti del telegiornale e quando gli addetti alla portineria lo hanno invitato ad allontanarsi ha minacciato di darsi fuoco. Poi è passato dalle parole ai fatti. I carabinieri intervenuti sul posto si sono fatti consegnare la lettera consegnata da Manzi agli uscieri prima del suo gesto disperato: "Ho deciso di darmi fuoco per portare l'attenzione delle istituzioni su tutte le vittime dell'usura", c'è scritto nella missiva.
Il primo a soccorerlo è stato un tranviere: "Stavo transitando in corso Sempione quando ho visto le fiamme e istintivamente mi sono fermato. Poi ho capito che era un uomo e sono sceso con l'estintore e ho spento il fuoco che lo avvolgeva", ha raccontato l'uomo. "Ho visto quell'uomo gridare in mezzo alle fiamme", questa invece la testimonianza di una donna che ha assistito alla scena mentre stava portando a passeggio.
Frediano Manzi, 52 anni, ha condotto per anni battaglie in Ticino e a Campione d'Italia contro l'usura fuori e dentro le case da gioco. Nel mese di gennaio aveva tentato il suicidio ed era stato salvato da un sommozzatore dei vigili del fuoco dopo essersi immerso nelle acque del Lario, vicino a piazza De Gasperi a Como.
"Avevo deciso di togliermi la vita - aveva raccontato Manzi alla Provincia - Ero disperato. Di quegli attimi ricordo poco: quando mi hanno ripescato, infatti, ero incosciente, in ipotermia". Disperazione, nel racconto consegnato al quotidiano, dettata anche dalle intimidazioni di cui è stato oggetto in quei giorni: "Ho ricevuto cinque sms. C'era scritto solo l'indirizzo della scuola dove vanno i miei figli. L'ennesima minaccia. Ho avuto un attimo di follia e mi sono buttato nel lago".
Manzi aveva concluso quell'intervista dicendo di stare meglio. Evidentemente non abbastanza, visto il folle gesto di questa sera.