CRONACA
Dalle forze dell'ordine un appello ai cittadini: "Voi siete le nostre sentinelle. Aiutateci"
Tavola rotonda sulla criminalità a Lugano con i vertici della sicurezza cantonale: "Tutti uniti per affrontare la criminalità"

LUGANO – La collaborazione c’è e funziona. Ed è la miglior ricetta per affrontare la criminalità, anche se la sicurezza assoluta non è di questo mondo. Lo hanno detto a chiare lettere ieri al Palacongressi di Lugano i vertici delle tre principali forze dell’ordine ticinesi.

Matteo Cocchi, comandante della Cantonale, Mauro Antonini, capo delle Guardie di confine, e Roberto Torrente, comandante della Polizia di Lugano si sono presentati uniti alla serata pubblica organizzata dalla sezione cittadina dell’UDC. Con loro, moderati dal direttore del Corriere del Ticino, Giancarlo Dillena, il ministro delle istituzioni Norman Gobbi.

“La Confederazione – ha detto il consigliere di Stato - ha avviato su pressione dei cantoni la revisione della procedura penale per reintrodurre le pene detentive di breve durata, sostituite dalle tanto discusse aliquote pecuniarie. Il nuovo codice di procedura penale è nato vecchio, è stato pensato in tempi in cui il quadro criminale era molto diverso da quello attuale, e va corretto per riaffermare la certezza della pena. Parlando con gli agenti di polizia capisco che si sentano frustrati nel fermare individui che hanno arrestato magari pochi giorni prima per lo stesso reato”.

Antonini ha risposto alle perplessità di chi critica lo smantellamento della sorveglianza ai confini: “Il dispositivo mobile delle Guardie di confine, che ha sostituito il tradizionale presidio dei valichi, funziona e garantisce ottimi risultati. D’altra parte, rapine violente c’erano anche quando tutti i posti erano sorvegliati giorno e notte”.

Alle autorità e alla popolazione di Brusino che, preoccupate da un’ondata di furti, hanno invocato l’intervento dell’esercito, il comandante delle Guardie ha detto: “Fidatevi di noi. Schierare i soldati sarebbe una misura poco proporzionale”.

Cocchi ha fornito alcuni dati sui furti, uno dei fenomeni che più tocca sul vivo la popolazione: “È vero: i furti con scasso sono aumentati in Ticino del 10 per cento. Ma in dicembre sono scesi del 40 per cento rispetto a novembre, segno che operazioni coordinate e puntuali, come quella organizzate nel periodo natalizio hanno il loro effetto dissuasivo”.

Noi ci siamo, ha detto il comandante. “La Polizia cantonale lavora in stretta collaborazione con gli altri corpi e non è formata soltanto dalla gendarmeria. Non siamo soltanto uomini in divisa e auto con le luci blu. Ci sono moltissimi agenti che lavorano quotidianamente a livello di intelligence per condurre le inchieste, e i risultati si vedono. L’arresto dei due pericolosi rapinatori che hanno tentato il colpo a Melano lo dimostra”.

Torrente ha parlato della situazione in una città che nell'ultimo decennio ha visto più raddoppiare la popolazione: “Lugano è la città svizzera con il minor numero di reati in rapporto al numero di abitanti. Ma l lavoro è aumentato: in dieci anni la popolazione è aumentata del 130 per cento e i chilometri di strade del 500 per cento. Ogni anno ai nostri centralini arrivano 200'000 chiamate. Abbiamo chiaramente bisogno di più agenti, ma intanto la collaborazione con le altre forze ci consente di gestire il presente e di presidiare il territorio. E ricordiamoci che anche i cittadini possono dare un contributo decisivo alla sicurezza”.

A proposito di nuove risorse, Gobbi ha annunciato che presto, Parlamento permettendo, saranno introdotti in Ticino gli “assistenti di polizia” (da non confondere con gli 'ausiliari') figure intermedie, con una formazione di base inferiore a quella degli agenti, che potranno integrare il lavoro degli uomini delle comunali, sgravandoli da alcuni compiti minori, in particolare per servizi di sorveglianza nei quartieri.

Anche la Cantonale ha bisogno di maggiori risorse, gli ha fatto eco Cocchi, ma presto entreranno in servizio i gendarmi che si stanno formando nella scuola attualmente in corso: moltissimi giovani che andranno a rafforzare anche le polizie comunali.

Cocchi ha sintetizzato così l'agenda della sicurezza: “La soluzione a breve termine è senza dubbio continuare e intensificare la collaborazione tra le forze dell'ordine, che nell’ultimo anno e mezzo ha dato vita al dispositivo mobile integrato. A medio termine potremo ottenere maggiori risorse sul territorio grazie alle polizie regionali, che stanno prendendo forma ed eviteranno sprechi e doppioni. Entro il 2019 abbiamo previsto un forte rafforzamento degli organici. E nel frattempo chiediamo alla popolazione di collaborare con noi, segnalando fatti e sospetti: i cittadini sono le nostre sentinelle sul territorio”.

emmebi

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