I responsabili della società di refezione volevano consegnare l'ortaggio ai Consiglieri di Stato, ma la porta di Palazzo è rimasta chiusa

BELLINZONA - La guerra delle mense non si ferma neanche a carnevale. Il giorno dopo l'apertura del Rabadan, la società di refezione Comida SA, ha inscenato una curiosa protesta fuori da Palazzo governativo.
Una protesta in realtà non andata a buon fine, perché Alessandra Ramelli e Christian Da Pont, rappresentanti della società, avrebbero voluto consegnare dei mazzetti di peperoncino ai Consiglieri di Stato. Ma il tentativo è stato vano, perché a Ramelli e a Dapont è stato negato l'accesso a Palazzo.
Il che ha fatto scattare un ulteriore rimostranza, come si può leggere su un biglietto stretto tra le mani di Da Pont: "Bodyguard nell'ombra viola i nostri diritti".
La così detta “guerre delle mense”, ricordiamo, vede opposta “Comida”,che gestisce una quindicina di mense scolastiche, al Dipartimento dell’educazione della cultura e dello sport, che recentemente ha deciso di non rinnovare i contratti alla società. Una decisione che porterà sotto la gestione statale tutti i refettori.