Il direttore di UBS Ticino analizza la situazione: "In futuro la nostra piazza finanziaria tornerà a crescere, le aziende italiane e gli imprenditori hanno ancora bisogno di noi"

LUGANO - Colazione con i media. Sembra un film e invece è ormai un appuntamento fisso per UBS Ticino che a scadenze regolari invita la stampa per una chiacchierata informale. I breakfast media di solito affrontano un tema specifico. Questa volta Loris Centola, co-head Wealth Management Research di UBS, ha fornito qualche elemento per guardare alle prospettive finanziarie ed economiche con cognizione di causa. Dopo un 2012 molto complicato il 2013 può dare qualche spunto di ottimismo, ma la situazione a livello internazionale rimane difficile ha detto l'esperto.
E la piazza finanziaria ticinese come deve guardare al prossimo futuro? La risposta arriva dal direttore di UBS Ticino Giovanni Crameri. Ed è una risposta con una punta di amarezza per il presente, ma carica di speranza per il futuro. "Che la piazza finanziaria ticinese stia attraversando un periodo di crisi è chiaro a tutti, ma sono convintissimo che per il Ticino ci saranno nuove e importanti opportunità".
Il presente dicevamo. Se qualche giorno fa il presidente dell'Associazione bancaria ticinese Claudio Generali sosteneva che il futuro della nostra piazza passava anche attraverso le elezioni in Italia, ebbene ora che la situazione è quella che è - ovvero il massimo dell'incertezza - per le banche attive in Ticino non rimane che attendere. Come ricordato da Giovanni Crameri, bisogna anche attendere per sapere se e quando entrerà in vigore un eventuale Rubik con l'Italia. Pare, ha ricordato il direttore di UBS, che i contatti tra le parti siano comunque attivi ma vi è da chiedersi se in questo momento si sta parlando con le persone giuste e quale governo sarà quello dovrà prendere scelte politiche per sbloccare la situazione.
Ma come si diceva il direttore Crameri è anche molto ottimista. Gli italiani, a suo parere, avranno sempre bisogno del servizio offerto dalle banche svizzere perché le competenze e la tradizione sono una carta che gli istituti attivi nel nostro paese possono ancora vantare. Ma per Crameri il cliente non sarà tanto il privato quanto le grosse aziende. "Quando la situazione si sarà normalizzata anche in Italia, sono convinto che torneremo a crescere grazie agli imprenditori che avranno comunque bisogno di noi per i loro progetti".
La piazza finanziaria svizzera di colpi ne ha presi parecchi negli ultimi anni, "e la pressione non diminuirà per il momento" ha ricordato Crameri. Ma l'impressione è che, nonostante le botte, la piazza sia pronta ad affrontare il futuro con realismo. "La Weiss Geld Strategie ormai è un principio chiaro, ma non bisognerà fare errori nella sua implementazione" ha detto il numero uno di UBS Ticino. E in attesa che magari un domani i capitali siano per tutte le banche del mondo, comprese quelle dei paesi che fanno pressioni sulla Svizzera, solo "Weiss Geld", le banche elvetiche non stanno a guardare.
È il caso di UBS che ha introdotto un contratto di consulenza con i propri clienti volto a garantire qualità e solidità dei portafogli titoli grazie a un costante aggiornamento e informazione al cliente dei movimenti sui mercati. Si tratta di un modo per indirizzare al meglio gli investimenti, "e questa è una rivoluzione che nessuno ha fatto prima" a detto Giovanni Crameri.
ItaCa