La storia di David e Shekinah. Dicono tutto con le loro canzoni. Sono in cammino da sette anni e hanno attraversato 59 paesi

LUGANO – Scesa la sera si è fatto freddo a Lugano. Per le vie deserte e silenziose del centro di Lugano si sente l’eco di una canzone. Un ritornello: share my heart, share my house, share my life… Condividi il mio cuore, condividi la mia casa, condividi la mia vita… Una chitarra e una voce. Perfettamente intonate. Un menestrello che canta. Alla Bob Dylan.
Un uomo e una donna seduti su una panchina all’inizio di via Peri. Sono vestiti come due frati, con due lunghe tuniche grigie e uno scialle sulle spalle. Hanno con sé soltanto un paio di sacchi e due zaini. “Siamo pellegrini – dice l’uomo, David -. Camminiamo con Dio”. “Camminiamo ormai da sette anni – dice la donna, Shekinah -. Abbiamo visitato cinquantanove paesi. Viaggiamo in treno, se abbiamo soldi, se no a piedi o in autostop”.
E David: “Non abbiamo una casa, non abbiamo un cellulare, non abbiamo risparmi. Non sappiamo dove dormire. Ogni giorno è un miracolo, per noi”. David parla inglese e un po’ di italiano, Shekinah parla spagnolo.
Della loro storia, del loro passato, non vogliono dire molto. I vestiti e le scarpe se li fabbricano da soli. Vivono del buon cuore della gente che incontrano per il mondo. “Ci sono tanti angeli”, dicono. “Siamo la dimostrazione che si può vivere in un modo diverso. Crediamo in Dio e in Gesù, ma non abbiamo una religione”. Anche quella sera, a Lugano, qualcuno ha provveduto per loro. Il giorno dopo sono partiti per Losanna. Sulle ali delle loro canzoni.
emmebi