Il presidente Rosario Crocetta ha annunciato la fine della collaborazione con il cantautore dopo che quest'ultimo aveva detto: "In parlamento ci sono troie disposte a tutto"

PALERMO - È durata poco la presenza all'interno delle istituzioni della Regione Sicilia di Franco Battiato. Il cantautore è stato investito da un'ondata di polemiche che per una volta ha messo d'accordo tutti i partiti italiani. Oggi il governatore siciliano Rosario Crocetta ha "licenziato" Battiato dopo la sua frase pronunciata a Bruxelles in qualità di assessore al turismo nella quale affermava che "in parlamento ci sono troie disposte a tutto".
A nulla è valsa la parziale marcia indietro di Franco Battiato che si era giustificato dicendo che la sua affermazione era riferita alle passate legislature. Il patatrac era già fatto. Capofila delle proteste la neo presidente della Camera Laura Boldrini. Oggi Crocetta ha fatto il resto. In un comunicato il governatore ha informato che ha "preso atto della disponibilità degli assessori di rinunciare al loro mandato presso il governo della Regione siciliana". Oltre a Battiato anche al fisico Antonio Zichichi, assessore ai beni culturali, è stato dato il benservito.
Il presidente della Regione siciliana Crocetta aveva commentato così le dichiarazioni di Battiato: "Quando si sta nelle istituzioni si rispettano e si rispetta la dignità delle istituzioni medesime e, nel caso di Battiato sicuramente si è andati ben oltre e si è violato il principio della sacralità delle stesse. Siamo orgogliosi di appartenere al popolo italiano e di avere un Parlamento, l'espressione della sovranità del popolo e della partecipazione dei cittadini alla vita democratica. Quando si offende il Parlamento si offende tutto il popolo italiano e ciò non è consentito a nessun componente delle istituzioni. Mi dispiace veramente molto, sono addolorato".