CRONACA
Rusconi: "Ambrosetti è meglio che si occupi solo di jazz"
Il consigliere nazionale UDC risponde alle critiche lanciate dal presidente della Camera di commercio sui cartelloni democentristi

LUGANO - "Forse è meglio che Franco Ambrosetti si occupi solo di jazz". È sarcastica la risposta del consigliere nazionale UDC Pierre Rusconi al duro attacco del presidente della Camera di commercio che oggi, dalle colonne del Corriere del Ticino, definisce "in stile Göbbels" le campagne sui frontalieri democentriste. "Quelle di Ambrosetti sono affermazioni fuori luogo e di cattivo gusto" aggiunge Rusconi prima di entrare nel merito.

"Probabilmente Ambrosetti ha visto sì i nostri cartelloni ma non ha saputo leggerli. Noi non abbiamo mai raffigurato i frontalieri come topi di fogna. Semmai erano topi ben nutriti con formaggio di prima qualità. Per quanto riguarda la raffigurazione del lavoratore in mutande è una raffigurazione che a nostro modo di vedere rappresenta semplicemente la realtà. I nostri messaggi possono essere anche forti, ma parliamo dei problemi che preoccupano i cittadini".

Ma prendere i problemi che colpiscono la pancia dei cittadini, cavalcarli con messaggi forti non è anche opportunismo politico?

"Non è opportunismo. È un modo come un altro di parlare della realtà. Non si può continuamente fare finta di nulla, nascondere la testa sotto la sabbia. Le nostre campagne permettono di fare emergere le cose che non funzionano, è l'unico modo per far sì che i politici aprano gli occhi. È questo ciò che abbiamo fatto: abbiamo cambiato registro per far passare un messaggio".

Questa è una polemica tra l'UDC e il presidente di un'associazione che rappresenta l'economia. Ma in fondo l'UDC si è profilato come il partito dell'economia.

"Noi non siamo il partito del mondo economico, quello è il PLR. Noi siamo nati dai contadini e oggi rappresentiamo i cittadini, quella parte di popolazione svizzera non elitaria. Noi raccogliamo il loro disagio, quello di cui si discute anche nei bar. Forse Ambrosetti preferisce frequentare ambienti più cool".

Oltre ad attaccare frontalmente, il presidente della Camera di commercio difende i frontalieri e il loro contributo alla ricchezza del nostro Cantone.

"Guardi che nessuno dice che non sia necessario per la nostra economia l'apporto di lavoratori esteri. Il problema è che si oggi questo contributo sta creando danni sociali al Paese. E in questo c'é una grande responsabilità degli imprenditori ai quali fa comodo prendere manodopera frontaliera al posto di quella residente, esportare e arricchirsi grazie al marchio "made in Switzerland" solo pensando al proprio profitto. Io per rifare casa mia per scelta ho dato l'80% dei lavori a imprese locali. Certo costa forse un po' di più, ma è una questione di coscienza. Io ce l'ho a posto. Forse Ambrosetti no".

 

ItaCa

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