Il presidente della Commissione cantonale fiumi sicuri ricorda che "bisogna sempre conoscere i propri limiti di fronte alla pericolosità dei fiumi"
VALLE MAGGIA - Le prime giornate di caldo nascondo un'insidia che in Ticino siamo abituati a conoscere: è la pericolosità dei fiumi che se sottovalutata diventa tragedia. Come accaduto questo pomeriggio a Gordevio, nelle acque del fiume Maggia, dove un 24 enne svizzerotedesco è morto annegato.
Il presidente della Commissione cantonale fiumi ticinesi sicuri Claudio Franscella ha appena appreso della notizia, non conosce i particolari ma dice ci dice: "Un ticinese probabilmente in una giornata come questa, nonostante il sole, non si sarebbe mai tuffato". Quella di questo pomeriggio è la prima tragedia della stagione. E come ogni anno l'informazione ai bagnanti e soprattutto ai turisti è capillare.
"La campagna 2013 è già iniziata verso Pasqua. Abbiamo iniziato con l'informazione a tappeto. Nel mese di giugno inizieremo a informare anche attraverso pubblicità sugli autopostali, nei grotti e ristoranti, poi sempre da giugno inizieranno i pattugliamenti della stagione estiva" ci dice Franscella. Ma l'informazione è fatta anche oltre Gottardo, visto che i più vulnerabili sembrano essere i turisti?
"Il nostro mandato ci autorizza a fare informazione in loco. Collaboriamo molto bene con Ticino turismo, purtroppo non con Svizzera Turismo che non ha voluto inserire le nostre campagne nei suoi canali".
La pericolosità dei fiumi ticinesi, soprattutto è nota, così come ogni anno aumentano i turisti di giornata, gli amanti del canyoning. Inoltre in questo periodo i fiumi sono ancora più insidiosi a causa del disgelo e delle forti correnti oltre che dalla temperatura ancora molto fredda, ci conferma Claudio Franscella che comunque ricorda: 2Vale sempre la regola del buon senso e soprattutto saper riconoscere i propri limiti".