L'Alta Corte ritiene ha ritenuto in parte inammissibile e in parte ha respinto il ricorso di Comida "laddove esso contestava le decisioni di fondo del Cantone di riprendere la gestione dei refettori"

BELLINZONA - "Il Tribunale federale ha ritenuto in parte inammissibile e in parte ha respinto il ricorso di Comida laddove esso contestava le decisioni di fondo del Cantone di riprendere la gestione dei ristoranti scolastici finora appaltati al privato". Lo scrive il Dipartimento dell'Educazione della Cultura e dello Sport in una nota inviata alle redazioni, aggiungendo un nuovo tassello al mosaico della così detta "Guerra delle mense" che vede contrapposti la sociatà Comida, società privata che finora ha gestito i refettori delle scuole, e il DECS che ha deciso di statalizzare le mense.
"Le censure mosse da Comida - si legge ancora nella nota - in punto alle presunte mancate basi legali e alla presunta violazione della libertà economica sono state considerate infondate. Rimane invece ancora formalmente aperta la decisione inerente alla correttezza della procedura di disdetta. Il Tribunale federale ha infatti ritenuto i contratti che andranno a scadere di natura amministrativa e non civile, come sostenuto dall’istanza giudiziaria cantonale: su questo punto la causa è stata rinviata al Tribunale cantonale amministrativo per un nuovo giudizio".