CRONACA
Guerra delle mense: Comida non si dà per vinta e attacca Bertoli: "Il suo è abuso di potere!"
Nella vertenza sulle mense scolastiche l'azienda passa all'attacco e dice: "Se la parola fine non è stata ancora scritta perché il Cantone assume collaboratori?"

LUGANO - Comida non ci sta e nella vertenza che la oppone al Cantone e al consigliere di Stato Manuele Bertoli sulla questione della gestione dei ristoranti scolastici si sfoga in un comunicato stampa e afferma:"Altro che integralmente respinto!”. Come in altre occasioni la presa di posizione dell'azienda specializzata nella ristorazione è alquanto pepata.

Prima ricorda che il Tribunale federale scrive che: "Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è parzialmente accolto, la sentenza impugnata è annullata e la causa viene rinviata al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino per nuovo giudizio nel senso dei considerandi. Come può sostiene quindi Comida - un Consigliere di Stato, sostenere l’assunzione di un numero rilevante di collaboratori in anticipo rispetto ad una decisione che, non solo viene respinta, ma che di fatto e diversamente da quanto ancora una volta egli sostiene, non può essere ad oggi garanzia di sicuro successo".

Poi una puntualizzazione sui concetti di democrazia dal punto di vista dell'azienda: "Termini quali federalismo e democrazia diretta vengono sfacciatamente sostituiti, dal Direttore del DECS, con azioni che poco o nulla hanno a che fare con la nostra Costituzione Federale. Arrogarsi il diritto di prelazione sul TRAM è un atto indegno di qualsiasi giustificazione, un abuso di potere che deve essere condannato senza remissione!".

"Ci preme ricordare al Signor Bertoli - si prosegue nella nota stampa - che vi è una sostanziale differenza tra democrazia e autocrazia. Se non è stato in grado di portare nulla di concreto nella sua sterile legislatura non può e, soprattutto, non deve arroccarsi dietro una funzione pubblica per promuovere immani aborti concepiti nelle sue bislacche botteghe! Se la nostra Azienda avesse di fatto perso la causa, mal si comprende il motivo per cui dovrà essere proprio lo Stato del Cantone Ticino a rifondere Comida SA con un'indennità a titolo di ripetibili della sede federale, oltre ad una cospicua riduzione delle spese giudiziarie".

E infine per Comida questa sentenza non ha ancora scritto la parola fine, "per buona disperazione del Direttore del DECS". 

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