CRONACA
Adesivo "CH" in Consiglio federale, Quadri: "Basta multe discriminatorie da parte italiana"
In un postulato il consigliere nazionale chiede al governo di attivarsi affinché venga modificato l'articolo della Convenzione di Vienna che permette all'Italia di multare gli automobilisti elvetici sprovvisti del "CH"

BERNA - L'adesivo "CH" arriva fino al Consiglio federale. Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, informando dell'impennata delle multe da parte italiana alle automobili svizzere sprovviste del contrassegno "CH", chiede al Governo federale di intervenire affinché sia modificato l'articolo della Convenzione di Vienna secondo il quale la bandiera svizzera e del cantone sulle targhe elvetiche non è sufficiente. 

"Nelle scorse settimane, gli automobilisti con targhe svizzere che hanno varcato il confine si sono dovuti confrontare, ancora unavolta, con atteggiamenti discriminatori da parte italiana.

Accade dunque che in Italia è di recente partita una nuova ondata di multe a danno di automobilisti svizzeri che varcano il confine, i quali sono stati (e vengono) messi in contravvenzione poiché i loro veicoli non presentano l’autocollante “CH” affiancato alla targa" scrive Lorenzo Quadri al Consiglio federale.

In effetti, notoriamente sulle targhe elvetiche compare la bandiera sia della Svizzera che del rispettivo cantone. Non può quindi sussistere il minimo dubbio sullo Stato di immatricolazione del veicolo. La Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale del 1968,all’articolo 37 prevede quanto segue: art. 37 Segno distintivo dello Stato di immatricolazione a) ogni autoveicolo in circolazione internazionale deve recare nella parte posteriore, oltre al proprio numero di immatricolazione, il segno distintivo dello Stato in cui è immatricolato". 

Ebbene, "su questa base legale, se applicata con eccesso di zelo (dai chiari intenti discriminatori), l’Italia fonda le multe ai veicoli svizzeriche non portano il contrassegno CH, poiché la bandiera elvetica incorporata nelle nostre targhe non sarebbe un segno distintivo ai sensi del citato articolo della Convenzione di Vienna; sarebbe necessaria la sigla CH. 

Poiché è evidente che non c’è segno più chiaramente distintivo dello Stato di immatricolazione del veicolo della bandiera svizzera già presente nelle nostre targhe, ed onde evitare agli automobilisti elvetici che varcano i confini nazionali privi dell’autocollante CH contravvenzioni pretestuose e discriminatorie - scrive il consigliere nazionale leghista - col seguente postulato si chiede al Consiglio federale di attivarsi, per il tramite del DATEC, per modificare la Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale affinché sia chiaro ed esplicitamente riconosciuto che la bandiera elvetica, incorporata nelle nostre targhe, adempie ai requisiti di identificazione richiesti".

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