CRONACA
Brasile, Blatter incendiario: "Il calcio più importante dell'insoddisfazione delle persone"
Il presidente della FIFA dice la sua sulle proteste contro le spese per i mondiali 2014: "I manifestanti stanno approfittando del calcio per ampliare la protesta"

BRASILIA - Il Brasile è attraversato in queste ore da un'ondata, per molti aspetti inattesa, di proteste. Il paese latinoamericano sta attraversando un periodo piuttosto difficile a causa della recessione e di un'economia che, nonostante sia una delle più solide del continente, sta frenando. Inoltre il sempre più ampio divario tra ricchi e poveri, la crisi della classe media e un'elevata corruzione, stanno portando il Paese in una crisi sociale che vede al centro delle critiche l'operato del governo guidato da Dilma Rousseff. 

La miccia che ha fatto scoppiare la rivolta, con imponenti manifestazioni nelle principali città, è stato l'aumento del prezzo dei mezzi pubblici a San Paolo. La protesta ha quindi allargato l'orizzonte e la rabbia dei cittadini è per le esorbitanti spese dedicate alla Confederation Cup in corso in questi giorni e per i mondiali di calcio del prossimo anno. Soldi che secondo i manifestanti servirebbero per finanziare il sistema sanitario e l'educazione e comunque non lo sport. 

In questo clima incandescente il numero uno della FIFA, Joesph Blatter, che ha invece di scegliere la via diplomatica ha lanciato un po'di benzina sul fuoco affermando che "il calcio è più importante dell'insoddisfazione delle persone. I manifestanti stanno usando la piattaforma del calcio e la presenza della stampa internazionale per ampliare la protesta". A rincarare la dose ci ha pensato Marco Polo del Nero, vice presidente della Federcalcio brasiliana e rappresentante del suo Paese nella Fifa, secondo il quale "199 milioni di persone pensano a lavorare e ci sono pochi altri che danno fastidio". "La polizia è comunque ben preparata", ha aggiunto.

 

 

 

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