Conferenze stampa fiume questa mattina del patron granata: "Ho firmato un contratto con un gruppo europeo, ma il denaro non è ancora arrivato. Spero che venga versato in questi giorni"

BELLINZONA - "Ho sempre assunto le mie responsabilità. Non sparisco. Resto qui e affronto le vicissitudini sportive e giudiziarie". Il patron dell'Associazione calcio Bellinzona Gabriele Giulini, ha raccontato questa mattina a cuore aperto, sei mesi di illusioni, speranze e delusioni. Ha spiegato che i contratti di finanziamento per il salvataggio dell'ACB c'erano e ci sono. Ha detto di aver scritto perfino a Roman Abramovic - "ma mi ha risposto che il Chelsea ha altri progetti e non intende investire in squadre svizzere" - e di aver contattato Juventus, Chievo, Udinese e Bologna, ma nessuna di queste società era interessata ad entrare nel Bellinzona.
Giulini: "Firmato un contratto con un gruppo europeo: aspetto i soldi"
Ma prima di raccontare gli ultimi sei mesi vissuti sull'ultimo confine della tensione da Giulini, cominciamo dalla notizia che più interessa i tifosi, ovvero il futuro del club. Non che ci siano novità certe, ma Giulini ha chiarito la situazione attuale con queste parole: "Avrei voluto durante la conferenza stampa di oggi potervi dire che i soldi per salvare il Bellinzona sono arrivati. Ci sono stati ritardi ma li aspetto a giorni. Ho in mano un contratto firmato con un gruppo europeo che prevede un aumento di capitale di sette milioni di franchi e una partecipazione alla costruzione dello stadio. I soldi dovevano arrivare in questi giorni. Spero che nei prossimi il contratto venga onorato. Continuo a sperare".
Giulini: "A dicembre l'inizio del calvario"
Facciamo un passo indietro: "La situazione finanziaria dell'ACB - ha spiegato Giulini - ha iniziato a traballare sul finire dell'anno scorso. Il 21 dicembre in uno studio legale di Lugano, davanti al mio avvocato e a quello della controparte, un gruppo interessato ad entrare nella società, firmo un contratto per un finanziamento di 30 milioni, rimborsabili nel tempo. La somma viene aumentata un mese dopo a 50 milioni di euro, grazie a un titolo messo a garanzia. Ero certo di avere i soldi per portare avanti la squadra e il progetto dello stadio, ma il contratto non è stato onorato. Io nel frattempo avevo preso anche degli impegni finanziari. Ma a marzo mi rendo conto che quei soldi non arriveranno mai".
Il fondo americano e gli investitori italiani
"A quel punto - ha continuato il suo racconto il patron dell'ACB - ho lanciato un appello a cordate locali e mi sono dato da fare a 360 gradi per trovare dei partner, coinvolgendo anche società sportive sudamericane". Risalgono a quel periodo i contatti con le squadre italiane e con il Chelsea. "In aprile inizio le trattative con un fondo di investimento americano, interessato in particolare allo stadio. Ma le notizie che nel frattempo uscivano su di me, hanno danneggiato la trattativa. Il primo maggio poi si affaccia un gruppo di investitori italiani. La persona con cui parlo si vanta di poter mettere a disposizione cinque o sei milioni in pochi minuti. "Per me è fatta, devo solo parlare con i miei soci", mi dice questa persona. Alla sera mi chiama e mi dà la conferma. Sono contento, esaltato e sollevato. Ci diamo appuntamento prima della partita del sabato successivo per firmare le carte. Ma non si fa vivo nessuno. A quel punto riprendo le trattative con il fondo americano. Ma anche qui non succede nulla fino all'8 giugno, quando firmo il contratto con il gruppo europeo".
Giulini: "Ho commesso tanti errori"
Giulini ha concluso con queste parole la conferenza stampa fiume: "Ho commesso tanti errori, ma purtroppo non esiste un libretto di istruzioni per la vita. Ho vissuto sei mesi nell'angoscia. Ho visto attorno a me sciacalliI e parassiti. Le illusioni ti tagliano le gambe, ma devi andare avanti. Le mie dichiarazioni nel corse degli ultimi mesi si fondavano su cose concrete".
Infine, la consueta citazione: "Resisto dunque sono" di Pietro Trabucchi, un libro che mi ha aiutato a superare le tempeste".