CRONACA
La figlia del presidente kazako soggiornò in Ticino senza lavorare. "Ecco come andò..."
Dinara Kulibajewa è sotto i riflettori a Ginevra per aver acquistato una villa da oltre 74 milioni di franchi. Attilio Cometta spiega come ottenne il permesso di soggiorno in Ticino nel 2007

GINEVRA-BELLINZONA – A Ginevra sta facendo discutere il caso della figlia del presidente del Kazakistan, Dinara Kulibajewa, che ha acquistato una villa da oltre 74 milioni di franchi. Sono in corso verifiche per capire se quell’operazione immobiliare è “pulita”. Mercoledì la Neue Zürcher Zeitung è nuovamente tornata sulla questione, ricordandone le “origini ticinesi”. E la Regione intervista sull’edizione di oggi Attilio Cometta , capo della Sezione della popolazione.

Il Ticino c’entra nella misura in cui la facoltosa figlia del capo di Stato ha scelto dapprima il Sud delle Alpi. Lo ha fatto ottenendo, nel 2007, un permesso di soggiorno L per dimoranti temporanei. Permesso che le fu rilasciato in quanto l’interessata sosteneva di voler lavorare per la Viled, un’azienda iscritta a maggio del 2006 nel registro di commercio e nel frattempo liquidata.

“Sono permessi di breve durata e non è facile valutare l’effettiva attività del richiedente – spiega Cometta –. Soprattutto quando non ci sono elementi di rilevanza penale”.

La donna ha quindi soggiornato in Ticino senza però effettivamente lavorarci, come faranno emergere le inchieste sollecitate dall’Ufficio federale della migrazione, scrive LaRegione. Intanto, con il cambio della legge (siamo nel 2008) sui permessi di dimora, la signora ottiene un permesso B.

Prosegue Cometta: “Nel 2008 ha fatto richiesta per il permesso di redditiera e, in base ad una serie di requisiti che adempiva, compreso l’accordo sul forfait fiscale da versare alle casse cantonali, le abbiamo accordato il permesso. Permesso che, per inciso, dev’essere valutato anche da Berna. Pochi mesi più tardi ha poi lasciato il cantone alla volta di Ginevra, dove si è vista riconfermare il permesso B”.

Dunque, la Kulibajewa ha soggiornato in Ticino come dimorante temporanea per un motivo poi non adempiuto, vale a dire lavorare.

Conclude Cometta: “Non abbiamo prove per poter affermare che abbia agito in modo premeditato. Dal punto di vista formale e procedurale, i requisiti per ricevere il permesso come redditiera li aveva tutti”. 

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