Per Savoia e Dadò la carica di presidente della Commissione è incompatibile con la difesa di Bomio. Più diplomatici Vitta e Kandemir, che dice: "Verrebbe voglia di buttar via la chiave, ma..."

BELLINZONA – Tutto è iniziato con l’interrogazione del leghista Silvano Bergonzoli, firmata anche dalla deputata UDC Lara Filippini: hanno chiesto al Consiglio di Stato cosa pensa del fatto che l’avvocato Maria Galliani, legale di Flavio Bomio, presieda la Commissione cantonale per l’aiuto alle vittime di reati. I due deputati ritengono che, ricoprendo quella carica, Galliani avrebbe dovuto rifiutarsi di difendere Bomio. Insomma, profilano un conflitto di interessi.
Poi, ieri, poco dopo la sentenza del giudice Marco Villa, il sindaco di Bissone, Sergio De Toni, ha dichiarato che lunedì proporrà al Municipio di revocare il mandato a Galliani, che è legale del Comune. Non perché ha difeso Bomio, ma perché ha accettato il mandato pur essendo presidente della Commissione vittime. Galliani è stata nominata dal Governo nel gennaio 2012, un paio di mesi dopo l’arresto di Bomio. La posizione di Lega e UDC è chiara. E negli altri partiti che aria tira sul caso?
Sergio Savoia: "Non c'è limite alla flessibilità etica degli avvocati?"
“La Galliani difende Bomio e al tempo stesso presiede la commissione di aiuto alle vittime. Non c'è limite alla 'flessibilità' etica degli avvocati? – ha scritto su Facebook il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia -. Da ex nuotatore della Società nuoto Bellinzona la difesa della Galliani e gli argomenti da lei usati mi hanno ferito in maniera profonda. Come fa a restare presidente della Commissione e difendere Bomio con quegli argomenti?”.
Fiorenzo Dadò: "Non c'è più pudore"
Fiorenzo Dadò capogruppo del PPD, è scatenato: “Non c’è più pudore – dice -. Il mandato di difendere Flavio Bomio è assolutamente inconciliabile con il ruolo istituzionale che la signora Galliani ricopre. Che credibilità può avere, ora, come presidente della Commissione di aiuto alle vittime? Se voleva difendere Bomio era liberissima di farlo, ma non doveva accettare la presidenza della Commissione. Non si gioca su queste cose”.
Christian Vitta: "Galliani avrà fatto le sue valutazioni"
Decisamente più diplomatico il capogruppo del PLR Christian Vitta: “Come avvocato, la signora Galliani ha fatto il suo mestiere. Sapendo che è una persona capace e intelligente non dubito che si sia posto il quesito sull’opportunità di difendere Bomio pur presiedendo la Commissione. Casi come questi creano molta emotività e capisco che sorgano interrogativi nell’opinione pubblica. Soprattutto sull’onda dell’emozione suscitata dal processo. Immagino comunque che Galliani avrà fatto le sue valutazioni giungendo alla conclusione che le due cose non fossero incompatibili”.
Pelin Kandemir: "Verrebbe voglia di buttar via la chiave, ma..."
Più o meno sulla stessa linea, Pelin Kandemir, capogruppo del PS. “Di fronte a quello che abbiamo visto e sentito al processo ci verrebbe voglia di buttar via la chiave, ma viviamo in uno stato di diritto dove ognuno ha il diritto a una difesa e a un processo equo. Mi nausea profondamente quello che ha fatto Bomio: è una situazione davvero disgustosa, ma dobbiamo difendere i principi dello stato di diritto e in questo senso la signora Galliani ha fatto il suo dovere professionale. Poi ognuno valuta le opportunità sulla base della propria coscienza - e questo vale per tutti i casi in cui un problema di opportunità si pone -. Mi pare però che Galliani non abbia confuso il suo lavoro con il ruolo di presidente della Commissione. E sicuramente ha fatto le sue valutazioni”.
emmebi