CRONACA
Un ex brigatista al Festival: scoppia la polemica
Giovanni Senzani, l'assassino di Roberto Peci, protagonista dell'unico film italiano in concorso cooprodotto dalla RSI. L'indignazione di Sanvido e Dadò

LOCARNO - Dalle zone umide…alle Brigate Rosse. Al Festival del Film, dopo le polemiche legate al film scandalo con protagonista la ticinese Carla Juri, osannata dalla critica, oggi a far divampare le critiche è la pellicola "Sangue", che vede tra i protagonisti l'ex brigatista Giovanni Senzani.

Leggiamo dalla sua biografia su wikipedia: "Giovanni Senzani è considerato il capo più ambiguo e sanguinario delle Brigate Rosse, sotto la sua leadership ricade anche l'episodio del sequestro, interrogatorio e della feroce esecuzione di Roberto Peci, fratello di Patrizio Peci primo brigatista pentito. L'interrogatorio, eseguito personalmente dallo stesso Senzani, e l'esecuzione, con 11 proiettili, furono filmati. Arrestato nel 1982, ottiene la semilibertà dopo 17 anni di carcere. È definitivamente libero dal 2010".

Il film, del regista Pippo Delbono, è l'unico in lingua italiana in concorso ed è cooprodotto dalla RSI e dalla Cineteca Svizzera. "Sangue" narra dell'incontro tra Delbono e Senzani. Un incontro che si incrocia con la storia di due donne molto vicine ai due protagonisti morte casualmente negli stessi giorni: la madre del regista, Margherita, ed Anna, la moglie del terrorista, contraria alla lotta armata, ma che gli è stata accanto durante gli anni della prigionia. 

La reazione dei politici

Ma tornando alle polemiche, il primo ad esprimere pubblicamente la sua indignazione su Facebook è stato il deputato leghista Paoilo Sanvido: "Sinceramente, sapere che con il mio voto in Gran Consiglio a favore del Festival del Film, con le mie tasse che pago al Cantone e con parte del canone RSI si contribuisce anche solo indirettamente al sostegno di un ex-brigatista, ammetto che non mi piace per nulla".

"La sala é un fuggi fuggi generale....A parte la musica di Victor Deme, un film noioso, il cui senso e opportunità sfugge. Invece di un documentario su un terrorista che esce di galera a raccontar ste menate, era molto meglio che ne facessero uno sulle vittime, su chi, nonostante tutto, é restato e ha dovuto andare avanti, con il peso del suo fardello...", ha scritto invece sulla sua bacheca il capogruppo del PPD Fiorenzo Dadò.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

PANE E VINO

Enoturismo, la Cantina alla Maggia di Ascona tra le eccellenze svizzere

10 OTTOBRE 2026
LETTURE

“Il Ticino e i suoi comuni”, storie di un mondo che cambiava

08 OTTOBRE 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Carovita, la rivolta dei sindacati: "Il Governo riconosce solo lo 0,25%, non basta"

07 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Giglia apre nel salotto di Lugano: una nuova casa per i suoi celebri Marron Glacé

06 OTTOBRE 2026
BANCASTATO

Sostenibilità, ecco le tre PMI premiate da BancaStato

06 OTTOBRE 2026
TELERADIO

È morto Marco Blaser, una vita davanti alle telecamere della RSI

05 OTTOBRE 2026
LiberaTV+

IL FEDERALISTA

Marina Masoni: la speranza, l'espediente, il baratro. E "il silenzio sui conti"

27 SETTEMBRE 2026
SECONDO ME

"Basta campare di politica e CdA!"

02 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Dadò: "Inchieste sì, ma indipendenti e credibili"

04 OTTOBRE 2026