CRONACA
"Guerra" tra Rotonda e Area621, Scherrer: "Così non va. A bocce ferme faremo i conti"
Il Municipale responsabile dice la sua sulla polemica che infiamma la movida festivaliera: "Non è bello quello che sta succedendo. Sono molto dispiaciuto. I due spazi dovranno tornare ad essere alternativi e a non farsi concorrenza"

LOCARNO - "Così non va". Non usa giri di parole il municipale Alain Scherrer, capo dicastero responsabile della cultura e della sicurezza di Locarno, a proposito della "guerra" che si gioca sullo sfondo del Festival del film e nel cuore della movida festivaliera: quella tra la Rotonda organizzata dalla Viscontesa e l'Area621, ideata dagli ex promotori della Rotonda di LocarnoViva nel grande spiazzo della magistrale, là dove fino all'anno scorso sorgeva la mitica Suite.

Dopo le polemiche che vi abbiamo riferito in questi giorni (leggi articoli correlati) Scherrer dice la sua: "Non è bello e non è simpatico quello che sta succedendo. Sono molto dispiaciuto. A bocce ferme faremo i conti e rifletteremo sul futuro. Lo facciamo tutti gli anni, ma quest'anno saranno necessari approfondimenti e riflessioni più dettagliate...". 

Ma al di là delle querelle, tra accuse di concorrenza sleale, di volantinaggio selvaggio, ed espulsioni causa magliette, il problema di fondo è un altro: i due spazi sono troppo simili come offerta e, di conseguenza, come pubblico. Il che getta benzina sul fuoco della concorrenza e, soprattutto, priva il Festival di spazi alternativi che soddisfino i diversi gusti dei festivalieri. 

Ne è convinto Alain Sherrer: "Quando abbiamo messo a concorso gli spazi, abbiamo detto chiaramente che non avrebbero dovuto farsi concorrenza. Al contrario, bisognava cerare un'offerta alternativa: la rotonda con la sua consueta offerta e il suo pubblico consolidato, mentre lo spazio dove adesso sorge Area621 doveva ricercare un altro tipo di qualità e di festivalieri. Nei miei desideri bisognava cercare di raggiungere il livello della Suite che Glaus ha animato per cinque anni, ma oggettivamente il tempo per farlo era troppo poco. Ma, insomma, quello era il taglio a cui mirare. Anche perché, lo ribadisco, la Città desidera che durante il Festival ci siano spazi diversi in modo da soddisfare i vari gusti del pubblico". 

Per quest'anno, ormai, è andata come è andata: "Purtroppo siamo arrivati all'ultimo momento ed è un errore che non dobbiamo più commettere. L'anno prossimo sicuramente organizzeremo meglio e con più calma gli spazi in modo da differenziare l'offerta ed evitare i problemi e le polemiche di quest'anno". 

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