MENDRISIO - Non è certo di un’esperienza piacevole quella vissuta da una turista tedesca all’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio. La donna, classe 1943, in vacanza a Brusino Arsizio, nella prima metà di agosto è stata ricoverata per una leggera otite ed è stata tenuta in osservazione per tre giorni. La brutta sorpresa è arrivata al momento della dimissione, quando le è stato presentato un conto di 6'347 franchi da versare sul posto. Lo scrive il Corriere del Ticino.Nonostante le proteste della paziente e del suo compagno, non c’è stato nulla da fare. Secondo la prassi, infatti, da qualche tempo a questa parte, i cittadini stranieri che non presentano la tessera sanitaria del paese di residenza, in caso di ricoveri in ospedali pubblici del Cantone, devono saldare subito le spese. Inoltre, viene applicato un valore del punto tariffario per le cure molto elevato.La disavventura è poi passata di bocca in bocca a Brusino, arrivando alle autorità comunali che, preoccupate per il danno d’immagine che simili episodi potrebbero provocare alla meta turistica e al Ticino, non sono rimaste in silenzio.Il Corriere ha raccolto le considerazioni di una “rappresentante del Comune”: “Si parla tanto di accoglienza e poi appena un turista ha bisogno di cure ospedaliere per un malanno peraltro non grave riceve stangate del genere. Non si può pretendere che chi viene dall’estero conosca la nostra regolamentazione ospedaliera, per questo sarebbe auspicabile che gli enti turistici, sempre impegnati in campagne di promozione del territorio, lancino pure delle iniziative volte ad informare su altri aspetti che possono toccare da vicino i nostri visitatori, come ad esempio i costi e l’organizzazione dell’assistenza sanitaria nel Cantone. Altrimenti, il rischio è che il turista scottato da una simile esperienza scelga altre destinazioni per le sue vacanze, facendo anche cattiva pubblicità al Ticino nella cerchia dei suoi conoscenti”. Qualche chiarimento – prosegue il Corriere del Ticino – giunge invece dal Servizio centrale di contabilità e fatturazione dell’Ente ospedaliero cantonale. In genere, dicono a Bellinzona, i pazienti provenienti da Paesi della Comunità europea dovrebbero disporre di una tessera sanitaria riconosciuta in Svizzera. In presenza di tale certificato, la fattura delle spese ospedaliere viene inviata a domicilio. Un degente straniero che risulta non assicurato, magari perché sprovvisto del documento, deve invece saldare il conto all’ospedale.Pur ammettendo la buona fede di chi magari, alle prese con un malanno in un Paese straniero, dimentica di portare il certificato assicurativo in ospedale, conclude la direzione dell’EOC interpellata dal giornale, è stata adottata la procedura di fatturazione descritta dopo diversi casi di mancato incasso riconducibili a pazienti stranieri.