LUGANO – Si sono aperte venerdì le porte della 51esima edizione di Artecasa, la fiera autunnale per la casa, l’arredamento e il tempo libero. E “il bilancio del primo weekend è davvero molto buono”, commenta Thomas Amiconi dell’omonima ditta di consulting che gestisce l’organizzazione dell’evento.“L’affluenza è stata davvero grande: siamo già sulle diecimila presenze nell’arco dei primi tre giorni. E le novità di animazione proposte sono state molto apprezzate, tant’è che nel consueto pubblico già molto variegato della fiera si è assistito a un aumento di giovani. Questo forse anche grazie alla presenza del Dicastero Giovani ed Eventi e allo sconto previsto per i possessori della Lugano card e della city card. A svecchiare un po’ l’utenza hanno anche contribuito gli intrattenimenti proposti sul palco del padiglione 6. Ieri sera per esempio lo spettacolo di action painting e photoshooting ha riscosso molto successo e si ripeterà stasera con la presenza sempre della stessa modella, che si esibirà però su una tematica diversa. Ogni sera poi c’è una degustazione gratuita di vini, oggi toccherà a Matasci vini che dalle 18.30 offrirà per una mezz’oretta la possibilità di assaggiare i propri prodotti. E dopo lo spettacolo di photoshooting si potrà assistere a un concerto dal vivo di un trio jazz della scuola SMUM. Tutto ciò ovviamente gratuito sul palco principale del padiglione 6.”Ci chiediamo però, in un momento di forte pressione sul mercato del lavoro ticinese da parte della vicina Penisola, quale sia la situazione fra gli espositori: “Su 180 stand, le ditte italiane sono una buona sessantina. Il resto sono ticinesi e qualche grande nome classico confederato che torna annualmente ad Artecasa. Il bacino degli espositori in fiera è rappresentato quindi per la maggior parte da queste tre regioni.”“Per quanto riguarda la presenza di espositori italiani rispetto agli altri anni non dispongo di percentuali certe dato che abbiamo ripreso la gestione dell’evento solo in giugno, penso però che un leggero incremento ci sia. Si tratta comunque di ditte attive principalmente del ramo dell’arredamento, con anche nomi affermati di questo settore che nella vicina Italia ha una grande tradizione.”Il settore dell’arredamento però non sembra messo a confronto diretto con la pressione dei padroncini: “Nel campo dell’arredamento non credo si possa fare molto questo discorso. Anche se non è un settore che conosco a fondo, il discorso del padroncino lo vedo più legato al settore immobiliare. È un problema da quantificare soprattutto nel campo della costruzione, dei piccoli cantieri, lì è molto più difficile da controllare. Qui invece si tratta di ditte che hanno un nome, marchi anche conosciuti dell’arredamento italiano che da molti anni lavorano in Ticino. Sono nella maggior parte dei casi realtà consolidate che da anni operano con rappresentanti del territorio. Poi abbiamo anche realtà nuove che per la prima volta si affaccia sul Ticino proprio perché in Italia c’è un contesto difficile e cercano nuovi mercati e il nostro Cantone e la Svizzera potrebbero essere una cosa interessante.”“Sappiamo tutti quali sono attualmente il contesto e la situazione economica in Italia e chiaramente per gli Italiani venire in Ticino in questo momento è semplicemente la speranza di trovare un mercato più forte che ha un potere d’acquisto migliore. E quindi loro intravvedono con il fatto di esser presenti ad Artecasa la possibilità di acquisire clientela nuova in un mercato nuovo. C’è chi è presente da anni sul mercato ticinese e c’è chi invece si lancia per la prima volta. Si tratta per loro di una possibilità in più. Non abbiamo dato limiti in questo senso perché per noi come organizzatori si tratta chiaramente di occupare degli spazi espositivi e quindi non abbiamo regole feree. È chiaro però che non siamo insensibile al fatto che è un tema delicato, ma è anche vero che ciò è sintomatico del mercato attuale.”“È inevitabile che il mercato ticinese sia interessante per fornitori del campo dell’arredamento italiani, e spesso anche i ticinesi stessi vanno oltre confine per trovare delle condizioni migliori vuoi per l’IVA, vuoi per il prezzo e il cambio favorevoli. È un fenomeno che si conosce. In questo senso lo si sposta semplicemente: gli italiani vengono a esporre a una fiera che è la fiera autunnale più forte nel settore dell’arredamento. Mi sembra semplicemente una conseguenza logica di quello che è il sistema attuale. L’importante è che tutto rientri nella sfera ufficiale e sia quindi fatto come si deve e nel rispetto delle regole, quando è così credo sia tutto a posto.”