CRONACA
Asilanti in Caserma: “Non necessariamente un problema, discutiamone”
È l'invito della Lista della sinistra di Losone che vuole aprire un dibattito sul tema con una proposta: “Lavori di pubblica utilità e integrazione per evitare contrasti e problemi”

LOSONE – Stupore. È questa la reazione della Lista della sinistra di Losone di fronte allo shock e alle polemiche provocate dalla notizia che l’ex Caserma ospiterà per tre anni 150 persone richiedenti asilo. Perché la notizia, ricordano, era già presente in un bollettino informativo del Municipio distribuito a tutti i fuochi del Comune nel mese di agosto.

Bolettino in cui vi era anche “il comunicato stampa che il Municipio aveva inviato ai media per spiegare lo stato delle trattative con la Confederazione sull’acquisto della caserma da adibire a Museo del Territorio e anche a palazzetto del ghiaccio. Dal bollettino si ricava il fatto che tutta la popolazione era informata dell’ipotesi caserma quale centro asilanti provvisorio per un massimo di tre anni e che il Comune e la Confederazione avrebbero comunque continuato le trattative per la cessione definitiva al Comune.”

Ma alla decisione della Confederazione sono lo stesso seguiti shock e polemiche. In risposta allora la Lista della Sinistra invia una nota che vuole essere uno spunto per un dibattito sul tema: per affrontare la situazione occorrono integrazione e occupazione. “Pensiamoci almeno. Potrebbe essere la grande occasione per imparare qualcosa e per diventare un esempio per tutta la Confederazione.”

“Si tratta di una questione che va oltre la valenza comunale – si legge nella nota –. Il problema è nazionale e internazionale, un’esigenza con la quale dobbiamo convivere. Abbiamo tre anni davanti a noi di convivenza con queste persone, non sempre le stesse per via della rotazione impressa dagli inasprimenti della legge sull’asilo votati dal popolo svizzero, e dobbiamo usarli bene. Non possiamo lasciarli tutto il giorno con le mani in mano, su questo siamo d’accordo. Dobbiamo realmente applicare una politica di integrazione. Chi può lavorare deve poterlo fare. Troviamo dei lavori di pubblica utilità, lavori che magari il Comune voleva fare, ma ha procrastinato per vari motivi, oppure lavori di pulizia e ripristino dei sentieri o altro.”

“Organizziamo degli incontri fra popolazione e richiedenti l’asilo per conoscerci e cercare di capire – propongono ancora –. L’ignoranza è la madre dell’intolleranza e della xenofobia. Non adoperiamo misure restrittive, ma permettiamo che i bambini (se ci saranno) possano frequentare i parchi gioco di Losone e possano avere scambi con i bambini di Losone, sarebbe arricchente per tutti. Se riusciamo, come fatto in un comune della Germania, a dare un impegno giornaliero a tutti, ci saranno meno occasioni per avere contrasti con la popolazione e meno problemi legati alla sicurezza.”

E infine: “Coinvolgiamo gli altri Comuni in una fattiva collaborazione. Il discorso del centro provvisorio per richiedenti all’asilo è un discorso regionale, nell’ottica della collaborazione fra Comuni della stessa regione.”

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