CRONACA
Nuova Zelanda: famiglia chiede asilo per cambiamento climatico
È il primo caso al mondo: i richiedenti, provenienti dalla piccola nazione di Kiribati, hanno chiesto asilo perché minacciati dall'innalzamento delle acque
AUCKLAND - Il primo caso al mondo di domanda di 'asilo per cambiamento climatico' è stato ascoltato dall'Alta Corte della Nuova Zelanda. Protagonista è Ioane Teitiota, 37 anni, un cittadino di Kiribati, una piccola nazione del Pacifico di poco più di 100 mila abitanti, le cui isole coralline affiorano di pochi metri dal livello del mare e sono minacciate dall'innalzamento delle acque e altri effetti del cambiamento climatico, come la contaminazione dell'acqua potabile, la distruzione dei raccolti e gli allagamenti delle case. Teitiota aveva lasciato Kiribati con la moglie sei anni fa per migliori prospettive in Nuova Zelanda, dove sono nati i loro tre figli. Il Tribunale dell'immigrazione e della protezione ha respinto due volte il suo argomento, secondo cui il crescente innalzamento del mare rende troppo pericoloso il ritorno della sua famiglia a Kiribati. Il Tribunale aveva accettato che le dichiarazioni di Teitiota erano genuine, osservando però che la domanda di asilo mancava dei criteri legali, come paura di persecuzione o minacce di morte. L'uomo si è quindi rivolto in appello all'Alta Corte a Auckland, che ora dovrà prendere una decisione. L'azione legale prende di mira le leggi ed i trattati internazionali sui profughi, ha detto il suo avvocato Michael Kidd. "La convenzione sui profughi che è entrata in vigore alla fine della seconda guerra mondiale deve essere cambiata, per incorporare le persone che fuggono dalla catastrofe climatica, e quello che sta accadendo in molte piccole isole del Pacifico è una catastrofe", ha aggiunto. Il governo di Kiribati ha comprato terreni nelle isole Figi per coltivare cibo e costruire insediamenti per i suoi cittadini dislocati dall'innalzamento delle acque. Ha inoltre avviato programmi di addestramento per renderli più qualificati come migranti, un approccio che chiama 'emigrazione con dignità'.
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