CRONACA
Criminali pericolosi in Ticino: ecco chi sono, quanti sono e che "sconti" di pena hanno avuto
Il Consiglio di Stato, nel giorno della sentenza sul caso Lucie, svela tutti i numeri del fenomeno, tracciando la mappa e i profili dei criminali che terrorizzano la Svizzera

BELLINZONA - Il giorno in cui scoppia la polemica per la sentenza del Tribunale federale che ha annullato l'internamento a vita per l'assassino di Lucie, il Consiglio di Stato risponde a un'interrogazione legata ai criminali pericolosi.

La presentò in settembre la deputata Amanda Rückert, sull'onda emotiva suscitata da altri due delitti clamorosi, quelli di Marie e di Adeline, chiedendo quanti sono in Ticino i detenuti pericolosi; quante sono state le agevolazioni concesse a questi ultimi e a quali valutazioni vengono sottoposti coloro che ne beneficiano.

I condannati in Ticino che rientrano sotto il concetto di "pericolosi", scrive il Governo, sono 51. Per "pericolosi" si intendono gli autori di assassinii, omicidi intenzionali, violenze carnali, lesioni gravi, incendi intenzionali e rapine violente.  Di questi 51, 44 si trovano alla Stampa o in carceri di altri Cantoni, altri 4 sono sottoposti a misure terapeutiche stazionarie per il trattamento di turbe psichiche in reparti specializzati in Ticino e fuori Cantone, 2, giudicati da minorenni, sono collocati nell'istituto di Pramont, un individuo è infine stato condannato all'internamento a vita ed è collocato attualmente alla clinica psichiatrica di Mendrisio. Della quarantina collocati alla Stampa, 12 sono sottoposti a trattamento ambulatoriale.  

Tracciato questo quadro, il Consiglio di Stato precisa che tra il 2009 e il 2013, la Commissione per l'esame dei condannati pericolosi ha esaminato 19 casi, preavvisandone positivamente 13 per il primo congedo. Delle 17 richieste di trasferimento pervenute per essere destinati alla sezione aperta e di lavoro del carcere, ne sono state accolte 9. Infine, sono state concesse 10 liberazioni condizionali su 13 richieste. Nello stesso periodo la Commissione ha esaminato 11 proposte di rivalutazione delle misure terapeutiche, decidendo in 5 casi il mantenimento delle misure stesse.

Secondo il Consiglio di Stato il sistema in vigore in  Ticino ha dato finora buona prova di sé, "si procede in modo attento, con diversi filtri, e su una base pluridisciplinare, coinvolgendo nel processo decisionale, vari attori". In particolare servizi medici, carcerari, autorità penali, avvocati e consulenti psichiatrici. 

Alla fine, al termine delle valutazioni, la decisione di concedere o meno agevolazioni ai condannati pericolosi è adottata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. Una figura indipendente, sottolinea il Governo, che, una volta raccolti i vari pareri, decide dopo aver ponderato tutti gli interessi in gioco, compreso quello della sicurezza pubblica. 

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