Dopo la requisitoria del procuratore generale che ha chiesto 3 anni e 2 e mezzo per i due giovani, i legali non hanno contestato i fatti e la loro gravità ma hanno puntato sulla condizionale

LUGANO – I legali dei due giovani protagonisti del “derby della follia” non hanno contestato i fatti e nemmeno la loro gravità. Del resto, c’era poco da contestare, con tutte le prove, le testimonianze, i filmati…
Dopo la requisitoria del procuratore generale John Noseda, che ha chiesto pene di tre anni e due anni e mezzo di detenzione per i due hooligans, gli avvocati hanno invitato la Corte, presieduta dal giudice Mauro Ermani, a considerare quantomeno delle pene sospese.
K.G., il 21enne, si è reso conto di quanto ha combinato prima, durante e dopo il derby (leggi l’articolo allegato), e di aver bisogno di aiuto, tanto che ha chiesto di iniziare un percorso psicoterapeutico.
La difesa del secondo imputato, il 20enne N.C., ha invece chiamato in causa la sicurezza del Club bianconero e le stesse istituzioni che, a suo parere, hanno trasmesso un senso di impunità ai due giovani ultras. Un esempio su tutti: il responsabile della sicurezza alla pista non voleva fornire il nome delle persone riprese nel filmato.
Da parte sua, Noseda aveva chiesto a inizio pomeriggio la conferma integrale dell'atto d'accusa, senza opporsi ad una parziale sospensione condizionale delle pene.
La sentenza è prevista domani alle 16,30.