CRONACA
2013 positivo per le Guardie di confine, ma “preoccupa il riesplodere del fenomeno dei passatori”
Spiega il comandante Mauro Antonini, che aggiunge: “La maggior parte accompagna gruppi di persone e si fa pagare profumatamente. C’è quindi scopo di lucro e non di rado ciò si accompagna al rischio di uno sfruttamento dell’essere umano”

PARADISO – Il Corpo delle Guardie di confine ha registrato un 2013 positivo, come spiega Mauro Antonini in un’intervista del Corriere del Ticino in cui, a pochi giorni dalla sua fine, tira le somme dell’anno appena trascorso. Positivo è infatti, per il comandante, l’impegno con cui i suoi uomini hanno lavorato e i risultati ottenuti nell’ambito doganale e per la migrazione e la sicurezza: molti i sequestri di droga, i ladri bloccati in entrata e in uscita e le refurtive recuperate e molte le persone ricercate dalle autorità svizzere ed estere individuate e fermate mentre varcavano la frontiera.

Ma negli ottimi risultati emerge anche una nota stonata che preoccupa Antonini ed è il ritorno del fenomeno dei passatori: “In questi ultimi tempi abbiamo notato (oltre al temporaneo calo di soggiorni illegali scoperti) un ritorno sulla scena dei passatori, quelle persone cioè che, dietro pagamento, accompagnano i clandestini lungo il confine facendoli entrare in territorio svizzero irregolarmente. Non si tratta di cittadini italiani ma spesso di altri stranieri, magari connazionali di chi vuole varcare il confine illegalmente. Qualche passatore aiuta il compatriota a passare la frontiera senza voler nessun compenso, per amicizia, ma la maggior parte dei passatori accompagna gruppi di persone e si fa pagare profumatamente. C’è quindi uno scopo di lucro e, non di rado, ciò si accompagna al rischio di uno sfruttamento dell’essere umano. Alle spalle di questi passatori vi sono, senza dubbio, organizzazioni criminali”.

Il fenomeno è stato individuato e si stanno dunque valutando le contromosse necessarie ad arginarlo. Antonini spiega infatti che si stanno svolgendo incontri regolari con Polizia cantonale e magistratura per studiare la questione. “Soprattutto la magistratura sta valutando un modo efficace per contrastare l’operato di questi passatori, applicando in modo puntuale il codice penale”.

Il comandante ha poi parlato di questioni di sicurezza più in generale e di come lui e i suoi uomini potrebbero meglio controllare la frontiera. Per far ciò, spiegava Antonini, “è necessario coniugare i concetti di staticità e mobilità. In pratica i miei uomini devono rendere il confine più tranquillo possibile, vigilando alcuni punti fissi e gli altri, le pattuglie mobili, muovendosi a tutto campo lungo l'intera fascia di territorio a ridosso dell'Italia”.

Controlli che non devono limitarsi al solo terreno però, ma esser effettuati anche dal cielo, “grazie all'utilizzo di elicotteri e droni, misure accompagnatrici molto efficaci, unitamente agli impianti di videosorveglianza installati sul terreno in zona sensibili e nei pressi di alcuni valichi”.

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