CRONACA
Sequestrati i beni di due gestori di postriboli: avrebbero sottratto al fisco 9,5 milioni di franchi
Cifre che non sorprendono il pg Noseda: “In questo giro i reati penali hanno spesso risvolti fiscali, perché il lucro è il movente principale. Gli strumenti finanziari sono efficaci: così colpiamo il movente e recuperiamo soldi per lo Stato”

LUGANO – Grazie a tre inchieste fiscali condotte sul territorio cantonale dall’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), due gestori di postriboli sono ora accusati di non aver versato all’erario parte dell'imposta preventiva e dell'imposta federale diretta. Le indagini hanno quindi portato al sequestro cautelativo di parecchi terreni ed alcuni conti bancari.

A darne notizia è la RSI che riporta anche il semplice meccanismo con cui i due avrebbero evaso il fisco per nove milioni e mezzo di franchi. Dall’incarto degli inquirenti emerge che nelle loro attività di affittacamere e di gestione dei locali a luci rosse solo una parte degli incassi veniva contabilizzata. E oltre ai guadagni e pagamenti in nero, molti dei documenti venivano fatti sparire.

I due uomini sotto inchiesta hanno contestato le ipotesi di reato e il sequestro provvisorio dei loro beni. Ricorsi però respinti dalla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, che ha giudicato opportuno il blocco del patrimonio finanziario e fondiario.

Le vicende che hanno coinvolto i due e il loro esito non sorprendono il procuratore generale John Noseda che ai microfoni della RSI ha dichiarato in merito: “Le cifre non mi sorprendono. Sono in linea con gli accertamenti condotti nel settore della prostituzione”.

E ha anzi aggiunto che grazie all’inchiesta Domino in una decina di casi si è chiamato in causa l’intervento delle autorità fiscali cantonali e federali: “Nel giro della prostituzione i reati penali hanno quasi sempre risvolti fiscali. In tutti i casi abbiamo constatato redditi, provenienti da reati penali e attività non dichiarate, nell’ordine di diversi milioni di franchi per singola persona”.

Infatti, spiega ancora Noseda, “In tutti questi reati, dallo sfruttamento della prostituzione all’usura, il lucro è il movente principale. Gli strumenti finanziari sono efficaci, perché colpiscono il movente. Sono molto utili a livello preventivo e permettono di recuperare soldi per lo Stato” e da qui l’importanza di affrontare la criminalità su più fronti.

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