In un comunicato stampa il partito ecologista ticinese denuncia l’elevato pericolo di contaminazione delle sorgenti e chiede chiarezza al Cantone
BELLINZONA – I Verdi non ci stanno. Dopo aver preso atto degli ennesimi tracciamenti tracciamenti effettuati dalla condotta di scarico del Ristorante Vetta, inficiate secondo i Verdi dalla condizioni climatiche, e delle mezze verità comunicate alla popolazione dall’Ufficio della protezione e della depurazione delle acque, i Verdi chiedono “che siano resi pubblici tutti i rapporti SUPSI sulle prove di tracciamento del Monte Generoso (anche quella del 2010) e soprattutto che il Cantone dica la verità a proposito della contaminazione delle sorgenti.”
Secondo il partito bisogna infatti informare correttamente la popolazione su cosa è veramente successo per anni in vetta, “smettendola di comunicare solo informazioni parziali e di comodo”.
Le analisi provano la connessione fra la Vetta e le sorgenti a valle
Il comunicato stampa muove dalle molteplici analisi effettuate a partire dal 1989 (1989, 2005, 2010 e 2013), che confermano i collegamenti tra la vetta del Generoso e le principali sorgenti situate nei comuni di Arogno, Rovio, Capolago, Mendrisio e Castel San Pietro e dimostrano la rapidità con la quale il tracciante raggiunge le sorgenti a valle.
“Solo le ultime analisi effettuate dalla SUPSI nell’aprile 2013, presentano dei tempi di percorrenza molto più lunghi ( 10 – 11 giorni) tanto da far dire al responsabile dell’Ufficio della protezione e dalla depurazione delle acque che ‘un’eventuale presenza di batteri nelle acque di scarico non avrebbe ripercussioni sull’acqua potabile’: i batteri infatti non sopravvivrebbero così a lungo”.
Ma così proprio non è, come spiega lo scritto degli ecologisti: “La motivazione a questa situazione è in realtà semplice e la si può leggere tra le righe dello stesso rapporto SUPSI 2013. L'immissione del tracciante è stata infatti eseguita in condizioni meteo estreme (neve e gelo) che impedivano l’infiltrazione del tracciante nel sottosuolo. Le temperature sono rimaste molto basse anche nei nove giorni successivi al rilascio dell'acqua contenente i traccianti. Pertanto il terreno gelato ha trattenuto il colorante.”
Inoltre, nonostante le condizioni proibitive nelle quali si sono svolti gli ultimi test, i risultati hanno di nuovo confermato la presenza di un sistema di un sistema carsico complesso e l'elevata velocità di percorrenza delle acque tra la vetta del Monte Generoso e le sorgenti a valle.
Da qui l’importante pericolo di contaminazione delle sorgenti in caso di immissione di acque inquinate. Contaminazione tra l’altro già riscontrata nel 2004, quando nelle sorgenti del Paolaccio e di Salorino, sono state occasionalmente rinvenute tracce di batteri fecali e di nitrati.
Pertanto i Verdi del Ticino chiedono “che il Cantone cessi ogni forma di ostruzionismo e disinformazione sul caso d'inquinamento del sistema carsico del Monte Generoso. Come chiesto di recente in un'ennesima interpellanza, I Verdi chiedono, appellandosi alla nuova legge sulla trasparenza, che siano resi pubblici tutti i rapporti SUPSI sulle prove di tracciamento del Monte Generoso (anche quella del 2010) e soprattutto che il Cantone dica la verità a proposito della contaminazione delle sorgenti. Inoltre, I Verdi chiedono che siano eseguiti prelievi nel fango presente nella grotta del Canalone per chiarirne la composizione e le origini. Se dall'impianto in vetta in passato sono fuoriusciti liquami, accumulati nelle grotte della montagna, bisognerà pure valutare la possibilità di un risanamento.”
red