CRONACA
Settore bancario in Ticino, l’ABT: “In ripresa la clientela svizzera, prospettive difficili per quella estera. In calo l'occupazione”
L’Associazione Bancaria Ticinese traccia un bilancio della situazione del settore bancario in Ticino nell’anno appena concluso. Un’immagine in chiaroscuro per la piazza finanziaria ticinese

LUGANO -  “Le previsioni sul fronte occupazionale espresse per il 2014 denotano un’evoluzione incerta che sarà soggetta a successive verifiche in sintonia con l’andamento degli affari.” Si esprime così in comunicato l’Associazione bancaria ticinese sulle prospettive occupazionali del 2014 nel settore. Il comitato esecutivo ABT si è infatti riunito nei giorni scorsi a Lugano per commentare la situazione  della piazza bancaria ticinese alla luce degli ultimi dati congiunturali e occupazionali. Un bilancio sulle attività bancarie del 2013 fatto di luci e ombre. 

Andamento
L’indagine congiunturale svolta periodicamente dall’istituto KOF di Zurigo, in collaborazione con ABT e Ufficio cantonale di statistica, rileva che il 2013 è stato un anno di lenta ripresa: “Se s’intravedono alcuni miglioramenti sul fronte della clientela svizzera, le prospettive che riguardano la clientela estera rimangono molto difficili.” Continua il comunicato. 

L’associazione afferma inoltre che nel 2013 le masse patrimoniali amministrate sono rimaste sostanzialmente stabili, mentre le commissioni di gestione e di negoziazione sono leggermente cresciute grazie all’andamento positivo dei mercatiazionari. “Le previsioni per il corrente anno rimangono però molto prudenti” aggiunge la nota. 

Secondo il rapporto dell’ABT il volume dei crediti alla clientela ha registrato nel 2013 una sostanziale tenuta che dovrebbe proseguire nel 2014, anche se i margini sono sempre più esigui. “Le banche continuano a erogare credito ipotecario e commerciale a sostegno delle famiglie e delle aziende che operano sul territorio. I prestiti ipotecari delle banche in Ticino hanno raggiunto a fine 2012 la cifra globale di 39.5 miliardi di franchi.”
Infine viene rilevato che le banche in attività nel Cantone a fine 2013 erano 53, tre in meno rispetto ad inizio anno, in seguito all’acquisizione di due istituti e alla chiusura di una piccola succursale internazionale.


Occupazione 
Nel 2013 il numero degli effettivi in Ticino (calcolati su una base occupazionale a tempo pieno) impiegati dalle banche (6ʹ330 unità) e dalle loro società controllate (601 unità) ha registrato un calo di 109 unità (‐1.5% rispetto agli occupati a fine 2012), attestandosi a 6’931 unità.

“La riduzione degli effettivi – si legge nel comunicato – è inferiore alle attese e, come è consuetudine nel settore bancario, essa è avvenuta in larghissima misura attraverso la normale fluttuazione del personale
(prepensionamenti compresi) e solo in minima parte tramite una risoluzione dei contratti di lavoro. A dimostrazione di ciò, i disoccupati del ramo bancario iscritti in Ticino nel 2013 erano in media 183 , in diminuzione rispetto alla media 2012 pari a 202 unità. Il tasso di disoccupazione del settore pari al 2.9% è nettamente inferiore a quello globale di fine 2013 pari al 4.9%.”
Il Luganese si conferma il polo finanziario del cantone con una presenza delle attività pari al 75%, seguito nell’ordine da Bellinzonese (9%), Mendrisiotto (8%), Locarnese (6%) e dalla Regione Tre Valli (2%)

Per quel che riguarda la provenienza, il settore bancario rimane un ambito presidiato da personale
indigeno. Infatti, gli impiegati di nazionalità svizzera rappresentano l’83% degli occupati, gli stranieri con domicilio in Ticino sono il 13% mentre quelli con domicilio all’estero (frontalieri) sono il rimanente 4%. In questo senso gli effetti sull’occupazione della recente votazione federale dovrebbero rimanere contenuti nel settore bancario.

Secondo l’ABT i motivi del calo di occupazione sono da imputare alle seguenti cause: 
‐ le incertezze legate agli accordi fiscali internazionali e la pressione sul segreto bancario
‐ la nuova strategia del denaro dichiarato, non ancora definita
‐ una continua erosione dei volumi amministrati e della redditività
‐ la concentrazione sul core business e l’esternalizzazione dei servizi bancari (“outsourcing”): amministrazione esterna, logistica, informatica e altri servizi finanziari.

“Nonostante la crisi finanziaria internazionale, con un valore aggiunto lordo di CHF 62.3 miliardi quello finanziario si conferma uno dei comparti trainanti per l’economia svizzera” conclude il comunicato. 

red

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Hotel Belvedere Locarno, dove il cinema vive oltre lo schermo

03 AGOSTO 2026
MEDICI IN PRIMA LINEA

Medici di famiglia, nasce SMaRTi: "Un modello unico in Svizzera"

02 AGOSTO 2026
LETTURE

“La montagna incantata”: il Monte San Giorgio come non l’abbiamo mai letto

16 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
LiberaTV+

POLITICA E POTERE

La nota del Governo: Zali rinuncia alla responsabilità politica di Polizia e Magistratura

23 LUGLIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026