Gianluca Frinchillucci, a bordo dell’aereo, rivolge "un sentito ringraziamento alla Svizzera per la bellissima accoglienza, e alle forze speciali svizzere per la loro grande professionalità ed efficienza"

GINEVRA - "Stanotte il copilota ha preso il possesso del nostro aereo ed è stata una notte movimentata a bordo. Il dirottatore urlava dalla radio e ha attivato le mascherine d'aria. Abbiamo pensato ad un grave problema tecnico... invece siamo stati dirottati a Ginevra e abbiamo atteso l'intervento delle forze di sicurezza svizzere. Ringrazio il personale a bordo etiope che è stato fantastico". È il racconto postato sul suo profilo Facebook da Gianluca Frinchillucci, un operatore umanitario della provincia di Macerata che era a bordo del velivolo dell'Ethiopian Airlines dirottato mentre era in volo da Addis Abeba a Roma.
Frinchillucci rivolge "un sentito ringraziamento alla Svizzera per la bellissima accoglienza, e alle forze speciali svizzere per la loro grande professionalità ed efficienza".
Da parte sua Gianfranco Dragà, geologo di Bressanone, ha raccontato. "Il dirottatore, cioè il copilota, ha minacciato due volte di far precipitare l'aereo e questi sono stati momenti in cui ho cominciato a pensare che fosse finita, ho pensato alla mia famiglia ed a nient'altro".
"Tutti noi dormivamo - ha spiegato Dragà al sito web 'salto.bz' - quando le maschere d'ossigeno sono cadute giù contemporaneamente, ci siamo resi conto che qualcosa non andava". "Il copilota - ha raccontato l'uomo - si è chiuso nella cabina di comando e ci ha ordinato di mettere le maschere d'ossigeno, ma queste non funzionavano. Per la prima volta è scoppiato il panico, un passeggero dietro di me urlava, gli ho detto di non perdere la calma altrimenti avremmo perso tutti la bussola".
ATS