CRONACA
Caso Ligresti, cade l’accusa di riciclaggio: il pm Noseda firma il decreto di abbandono
Il padre Salvatore e i tre figli, tra cui l’ultimo genito Paolo, domiciliato a Collina d’Oro e cittadino svizzero da quasi un anno, escono quindi puliti dalla vicenda, almeno sul versante svizzero. Continua invece il procedimento a loro carico a Torino

LUGANO – Cade l’accusa di riciclaggio che pendeva sulla famiglia Ligresti. Il procuratore generale John Noseda, come riferisce oggi LaRegione, ha infatti deciso di chiudere il caso firmando un decreto di abbandono nei confronti dell’intera famiglia: il padre Salvatore e i tre figli, tra cui Paolo, difeso dall’avvocatessa Maria Galliani, escono quindi puliti dalla vicenda, almeno sul versante svizzero.

In settembre, si ricorda, il pm Noseda aveva disposto il sequestro di relazioni bancarie e beni immobili riconducibili ai Ligresti per un totale di 36 milioni di franchi. Ora, con la firma del decreto di abbandono, motivato in una decina di pagine, i beni della famiglia sono stati liberati e il caso si chiude con un nulla di fatto.

Non così invece a Torino, dove i Ligresti rimangono indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla compagnia assicurativa Fonsai per false comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori e di manipolazione del mercato, inchiesta condotta dai pm Vittorio Nessi e Marco Gianoglio. Al processo, che è attualmente allo stato dell’udienza preliminare, Paolo Gioacchino Ligresti, domiciliato a Collina d’Oro e che ormai da quasi un anno ha ottenuto la cittadinanza svizzera, sarà giudicato in sua assenza.

E sempre nell’ambito dell’inchiesta Fonsai, proprio di ieri la notizia che il caso Ligresti si è arricchito di un nuovo fascicolo: la Finanza di Torino ha infatti bloccato e sequestrato 2,5 milioni di euro in “fuga”, come hanno precisato, verso un conto bancario di Lugano e destinati a Paolo Ligresti. Lo spostamento del denaro era stato effettuato da una società fiduciaria dietro cui si sarebbero celati Paolo e Salvatore Ligresti.

Per l’avvocato Davide Sangiorgio che difende Paolo Ligresti nell’udienza preliminare del processo di Torino, interpellato da LaRegione, dietro allo spostamento della somma “non c’è nessun disegno illecito” e spiega si tratti “di un provvedimento di sequestro conservativo, che non ha nulla a che vedere con la prevenzione di reati o ipotesi di questo genere”, operato su richiesta dei pm italiani a conferma che i dovuti pagamenti allo Stato italiano sulla somma siano rispettati.

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