CRONACA
Il Rabadan presenta i conti, Caprara: “Uno dei momenti più belli? Vedere il re commuoversi”
L’edizione ha sofferto del maltempo, ma nonostante alcuni numeri negativi, ha saputo guadagnare anche importanti risultati: fra cui l’aumento dell’uso dei trasporti pubblici e una diminuzione dei problemi di sicurezza, conferma Bixio Caprara

BELLINZONA – Un Rabadan che ha certamente sofferto del maltempo quello che si è concluso martedì. Ma che nonostante alcuni numeri negativi, ha saputo comunque guadagnare alcuni importanti risultati, come ha confermato oggi il presidente dell’associazione Rabadan Bixio Caprara nel corso della conferenza stampa conclusiva.

Per quanto riguarda le presenze, nota positiva si è avuta domenica: ad assistere al corteo sono state quasi settemila persone, il numero più alto registrato nell’ultimo quinquennio. Mentre il calo di tessere vendute era già stato anticipato nei giorni scorsi, e con il rapporto conclusivo arriva l’ufficialità dei numeri: circa 5mila in meno (pari al 16%) rispetto al 2013 gli abbonamenti per le cinque serate acquistati. Infatti, se la media degli anni 2011-2013 si attestava attorno alle 33mila presenze, quest’anno gli ingressi sono stati ‘solo’ 27mila. Che, tradotto in soldoni, per la società ha significato una perdita del 13%, circa 157mila franchi in meno, rispetto agli altri anni. Calo che comunque non dovrebbe aver portato in passivo la società.

Nonostante questi numeri e il maltempo, “il carnevale è andato bene”, sottolinea Caprara: “C’era un bell’ambiente e fortunatamente non è successo niente di grave. Il calo ormai fa parte del gioco e può dipendere da molte variabili. Ma anzi, ringrazio ancora una volta le migliaia di persone che sono venute a festeggiare a Bellinzona nonostante il clima non proprio favorevole. Dimostra che la voglia di divertirsi c’era comunque e ha superato anche le difficoltà dovute al tempo. Come sono veramente contento che si sia riusciti a fare il corteo dei bambini, sarebbe stato veramente un peccato annullarlo. E anche per loro, il pubblico è stato comunque sufficiente. Altro dato positivo è poi nel trasporto pubblico”.

Infatti, come è stato sottolineato anche in conferenza. C’è soddisfazione per l’utilizzo dei mezzi pubblici in aumento rispetto agli altri anni. Aspetto rimarcato pure, in un comunicato congiunto odierno, da Arcobaleno, Autopostale, TILO e FFS: “I trasporti pubblici risultano sempre più popolari per coloro che si recano al carnevale – scrivevano –. I treni regionali TILO hanno trasportato oltre 80 mila viaggiatori in arrivo e in partenza dalla capitale, mentre Autopostale ha trasportato circa 9'000 passeggeri, da giovedì sera 27 febbraio a mercoledì mattina 4 marzo 2014. Si conferma quindi anche quest’anno il successo dell’offerta delle aziende di trasporto Autopostale, FFS e TILO con l'integrazione dell'offerta Arcobaleno, sostenuta finanziariamente dal Comitato d’organizzazione del Rabadan. Come negli anni scorsi il maggiore afflusso si è avuto nella notte tra sabato e domenica. La campagna di sensibilizzazione per un divertimento sano prima, durante e dopo il carnevale ha avuto effetto sui viaggiatori, anche nell’edizione 2014, grazie alle misure intraprese sono stati evitati incidenti gravi. Tuttavia non sempre il comportamento è stato rispettoso: rifiuti abbandonati ovunque,  fumo nei treni nonché l’eccessivo consumo di bevande alcoliche”.

Sotto il profilo della sicurezza, i fermati quest’anno sono stati 64 e per 56 di loro il fermo si è tradotto in una diffida per ragioni di sicurezza, 18 delle quali, in collaborazione con la polizia cantonale, con divieto d’area generale per i carnevali. La maggior parte degli interventi si è concentrata ancora nei capannoni, ma è fortunatamente in netto calo rispetto a 2013 (74 a 111).

Nei cinque giorni di carnevale alla tendina sanitaria della Croce Verde di Bellinzona sono state assistite in totale 123 persone, di cui 58 per stato etilico. Fra loro anche 19 minorenni, ma la maggior parte (11) era quasi 18enne.

E su questo punto Caprara apre una parentesi più ampia: “sulle 75, 80mila persone che erano nel villaggio solo nel corso delle serate, questi 19 minorenni, soprattutto tenendo conto che la maggior parte di loro era quasi maggiorenne, sono un numero abbastanza esiguo. Chiaro poi che se da un lato è giusto relativizzare il problema, dall’altro non bisogna neanche sminuirlo: rimangono comunque 19 di troppo. Se devo essere sincero però, a me preoccupano molto più i giovani adulti, quelli già maggiorenni e che non hanno più limiti. Anche per questo ho fatto il mio appello ai genitori affinché si assumessero le loro responsabilità fino in fondo, soprattutto per i figli nella fascia fra i 15 e i 18 anni: è qui che bisogna definire orari e controllare come rientrano a casa, perché loro sono i giovani adulti di domani”.

Caprara coglie poi anche l’occasione per sottolineare e ringraziare tutto il dispositivo di sicurezza per l’enorme lavoro svolto. Per quanto riguarda i soccorsi, “di quelli trattati nella tendina della Croce Verde, solo dieci sono poi finiti al Pronto Soccorso, gli altri sono stati tutti assistiti sul posto. Questo vuol dire anche un grande sollievo per il lavoro del San Giovanni”. Mentre per la sicurezza tout court: “Il mio plauso va alle forze dell’ordine, dai securitas alle polizie cantonali e comunali fino alla PolFer. Perché in quei 60 fermi c’è una maleducazione davvero inconcepibile e inaccettabile”.

Anche per questo, promette Caprara, “come Rabadan nei confronti dei diffidati andremo avanti con le procedure del caso come fatto l’anno scorso. Questa è gente che con il carnevale non c’entra nulla, vengono solo per far casino e menare le mani. Perciò anche se sono pochi casi e limitati, devono essere comunque monitorati e beccati. Io poi ho l’impressione che si tratti sempre dei soliti idioti che approfittano di qualunque situazione, dal derby al carnevale che sia, per attaccare briga. E allora anche se è vero che sono pochi sul totale dei presenti al carnevale e non bisogna drammatizzare, andremo avanti perché ne va anche della sicurezza degli altri. Nei confronti di questi casi ci vuole anche un’assunzione di responsabilità collettiva: bisogna ovviamente prender le distanze da loro, ma anche segnalarli di modo che le autorità possano agire”.

Infine, chiediamo a Caprara, al di là degli aspetti legati all’organizzazione, cosa l’ha colpito di più di questa 151esima edizione: “Beh, un primo momento che ho trovato davvero carino è l’apertura con Flavio Sala. È stato molto divertente e simpatico e giocando con noi a fare il presunto re ci ha permesso di sdrammatizzare un po’ la situazione e prendere in giro chi voleva sapere a tutti i costi l’identità dell’erede al trono… E devo dire che mi sono divertito davvero molto a farlo! Il secondo momento che ricorderò è legato alla chiusura, quando ho visto il re con la lacrimuccia durante la cerimonia. Ha vissuto un’esperienza intensa interpretando anche il suo ruolo con grande passione e nel farlo è stato molto simpatico e genuino. Mi pare che anche la gente l’abbia capito e accolto. Ed è vero che quando fai cinque giorni girando per le strade, con la gente che ti ferma o le mamme che ti mettono in braccio i figli per fare la foto, è una cosa che anche dal punto di vista emozionale non ti lascia indifferente”.

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