CRONACA
Il granito si sfalda: indetto lo sciopero del settore a giugno
UNIA e OCST, dopo aver incontrato e fatto votare sullo stop i lavoratori del settore, comunicano che nella secondà metà di giugno verranno incrociate le braccia per una giornata

BELLINZONA – “Durante le scorse settimane, cava dopo cava, le scriventi Organizzazioni sindacali hanno incontrato i lavoratori del settore del granito ticinese per orientarli sull’attuale situazione contrattuale.” Muove da questa premessa il comunicato congiunto dei sindacati Unia e Ocst che annuncia lo sciopero del settore indetto per giugno. 

In particolare viene denunciata e riassunta la situazione attuale dei lavoratori delle cave di granito: 

- sprovvisti di un Contratto collettivo di lavoro settoriale dal 1. gennaio 2012 per esclusiva volontà padronale

- con un Contratto Nazionale Mantello del settore dell’edilizia principale che l’AIGT continua a non riconoscere malgrado una chiara decisione del lodevole Consiglio Federale

- con un attacco frontale dell’AIGT nei confronti del pensionamento anticipato a 60 anni acquisito dai lavoratori e una manifesta volontà di “beneficiare” di un contratto di lavoro più leggero, ovviamente a discapito dei lavoratori occupati (circa 290 persone dislocate, in particolare, nelle cave della Valle Maggia e della Riviera)

“Ai lavoratori del settore avvicinati – continua il comunicato –, abbiamo chiesto di esprimersi in merito all’adozione di misure di lotta (votazione itinerante).” Su 294 lavoratori attivi hanno votato in 182, di cui 143 (69%) si sono detti favorevoli all’adozione delle misure, mentre solo 12 si sono detti contrari (6 astenuti).

“I dettagli della giornata di sciopero – prosegue la nota – (date esatte, modalità, ritrovi, contenuti, ecc.) saranno comunicati agli organi di informazione alcuni giorni prima.”

“I lavoratori del granito, dichiarando una giornata di sciopero cantonale nel proprio settore di attività, intendono manifestare lo sdegno e la profonda delusione nei confronti di una Associazione padronale che non rispetta più da oltre due anni la dignità e la professionalità dei propri collaboratorie che vuole annullare, senza argomenti e senza ragioni, le conquiste sociali ottenute attraverso anni di concertazione di un Contratto collettivo di lavoro settoriale su piano locale, tra i più datati del cantone Ticino” conclude il comunicato.

red 

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