CRONACA
Il progetto per il nuovo Eden finisce in Pretura. Uno studio di architettura: "Concorso pilotato". E chiede un maxi risarcimento
I secondi classificati denunciano intrecci societari e conflitti di interesse tra i promotori immobiliari e lo studio di architettura che si è aggiudicato il mandato per il cinque stelle di Paradiso

PARADISO - Il maxi progetto per il nuovo albergo Eden di Paradiso è finito in Pretura. Al centro della vertenza c’è il concorso indetto dai promotori immobiliari: un concorso a invito al quale hanno partecipato diversi studi di architettura.
Uno di questi, lo Studio Bicuardo di Roma, contesta la legittimità della selezione operata dalla giuria, che ha scelto il progetto firmato dalla GA e associati architettura ed ingegneria SA di Mendrisio, progetto che è stato presentato pubblicamente nei mesi scorsi (leggi l'articolo correlato).
 
I titolari dello studio romano, giunti in finale insieme alla GA e associati, e secondi classificati, ritengono che il concorso sia stato viziato da intrecci societari e conflitti di interesse tali per cui la vincitrice non poteva nemmeno partecipare al concorso, ed hanno avviato una causa in Pretura, chiedendo un risarcimento di oltre 500'000 euro. Vediamo perché.

Nell’ottobre del 2011, la MZ-Inno di Paradiso - società che ha acquistato l’Eden - ha promosso un concorso internazionale a invito per la progettazione del nuovo albergo, un progetto da circa 160 milioni di franchi. Va detto che la società, essendo privata, non aveva alcun obbligo di aprire un concorso, tantomeno internazionale. Sia come sia, al concorso, che vale milioni di euro di parcella, sono stati invitati tre studi di architettura svizzeri e due italiani, tra cui il Bicuardo. Dopo una prima selezione, la giuria ha scelto i due progetti finalisti, eliminando il vincolo dell’anonimato che era stato fino ad allora mantenuto. La giuria è dunque venuta a conoscenza del nome dei due finalisti e tra questi ha scelto la GA e associati di Mendrisio.
 
Sennonché gli architetti di Bicuadro contestano una serie di legami sospetti tra la MZ-Inno (società committente ed aggiudicante), la vincitrice GA e associati ed il notaio che ha fatto da garante per il concorso.
L’amministratore della GA e associati è infatti rappresentante dei promotori e membro - nonché già amministratore unico - della committente ed aggiudicante MZ-Inno. Mentre suo predecessore in qualità di amministratore unico dello studio di architettura di Mendrisio, era il notaio incaricato di far da garante al concorso. Lo era al momento dell’apertura del concorso stesso, e anche durante la prima fase di selezione dei progetti. Si tratta di informazioni facilmente verificabili sul Registro di commercio.
Insomma, l’intreccio di nomi e di cariche c’è, e per gli architetti romani c'è anche la violazione degli elementari principi che reggono l’avvio delle relazioni contrattuali e l’assegnazione del concorso.

Abbiamo chiesto ai promotori immobiliari una presa di posizione sulla vicenda. Ci ha risposto il loro legale diffidandoci dal rendere pubblica la vertenza in quanto fondata su falsità. Ma dalle nostre verifiche non abbiamo capito quali siano le falsità. Il legale dei promotori ritiene inoltre che la questione non sia di interesse pubblico. Liberatv ritiene invece che lo sia per due motivi: il primo è che pubblico era il concorso stesso; il secondo è che il progetto è stato presentato in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il sindaco di Paradiso, Ettore Vismara, e dirigenti del turismo regionale.

emmebi

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