Il giovane di Gordola ha lasciato lavoro e affetti e si è avventurato verso l’ignoto sulle due ruote: “Starò in giro finché i soldi non finiranno, almeno un anno abbondante”. Leggi l’intervista, il primo “Diario di bordo” e guarda la gallery

GORDOLA / MONDO – Sono molte le persone, forse stufe della routine o forse in cerca d’avventura, che spesso esprimono il desiderio di lasciare tutto e partire, partire a scoprire il mondo e l’ignoto. Ma nella maggioranza dei casi tutto si esaurisce in sterili proclami. Non è il caso di Luca Reber, 21enne di Gordola che il 10 giugno è saltato sulla sua moto per girare il mondo (dopo una prima partenza a marzo interrotta presto per una brutta disavventura). 25mila franchi di budget, una tenda, i divani delle persone ospitali, una macchina fotografica e poco altro.
Liberatv seguirà Luca in questo viaggio incredibile e periodicamente vi proporrà i suoi “diari di bordo”, corredati dalle più belle immagini che il nostro avventuriero scatterà. Oggi iniziamo con una breve intervista introduttiva e il racconto delle prime tappe tra Europa dell’est e l’arrivo in Russia.
Luca, innanzitutto partiamo da te, chi sei?
Mi chiamo Luca Reber, sono nato a locarno il 25.08.1992 e ho praticamente sempre abitato a Gordola. Sono originario di Wimmis (BE) e sono cresciuto bilingue (svizzero tedesco e italiano), un grandissimo vantaggio per chi ama viaggiare. Dopo l’apprendistato come disegnatore del genio civile ho lavorato 6 mesi per poi andare a militare. Finita la scuola recluste la ditta dove lavoravo mi ha dato la possibilità di andare a lavorare nella filiale di Zurigo, dove sono stato fino a dicembre 2012. Dopodiché sono tornato a lavorare a Locarno fino a gennaio 2014, mese in cui mi sono licenziato. Mi piacciono molto gli sport estremi e quelli legati ai motori. A 16 anni mi son lanciato la prima volta col paracadute, poi ho praticato canyoning, downhill, supermotard, motocross, e sporadicamente arrampicata. Da un anno circa ho iniziato anche ad apprezzare molto le passeggiate in montagna.”
Come ti è venuta l'idea di un giro del mondo in moto in solitaria?
“Viaggiare in solitaria porta con sé il grande vantaggio di essere "obbligato" a socializzare con la gente locale durante il viaggio, ma se capita un problema… devo risolvermelo da solo. Da solo posso però decidere autonomamente dove andare, quanto restarci, la velocità alla quale andare, le pause, insomma sono libero di fare ciò che voglio. Che poi in realtà non viaggio mai da solo, ogni giorno incontro qualche motociclista lungo la strada, di gente che viaggia è pieno il mondo. Di recente mi sono incontrato con Marta Brambilla, un’amica, che è diretta in Russia e abbiamo percorso 3 giorni insieme.”
Quale sarà a grandi linee il tuo itinerario? Quanti chilometri conti di fare? E con che budget?
“Dopo aver attraversato l'Europa (saltando purtroppo i paesi scandinavi), ora sto attraversando tutta la Russia per arrivare a Vladivostok da dove spedirò la moto a Vancouver. Da lì vorrei riuscire ad arrivare in Argentina, magari evidando il Messico e l'America centrale, non proprio il massimo della sicurezza in solitaria. Dall'argentina sarebbe un bel sogno riuscire ad andare in Africa e risalire fino a casa, vediamo se ci sarà il budget sarà sufficiente. Se contiamo anche l'Africa in tutto sono circa 60mila chilometri, ma è molto teorica come cifra, ad oggi ne ho percorsi circa 6’500. Per quanto riguarda le spese, devo dire che come svizzeri abbiamo il grande vantaggio che ovunque andiamo la vita costa meno rispetto ‘a casa’: ad esempio in Lettonia un chilo di carne l'ho pagato 5 euro, l'unica notte in ostello che ho fatto mi è costata 15.-. Come limite mi son dato 20/25'000 franchi, circa 50 al giorno: sono più che sufficienti e, se usati con testa, permettono di viaggiare un anno abbondante. La parte più costosa è la spedizione della moto da un continente all'altro, iniseme al volo che devo prender io, in tutto la spesa è di circa 3mila franchi a cui devo aggiungere un mese di attesa per l'arrivo della moto."
Ti ha aiutato qualcuno “finanziariamente”?
"I soldi del viaggio vengono unicamente e interamente dai miei risparmi, ma sono sempre e comunque alla ricerca di eventuali sponsor che vogliano contribuire a questa avventura, in cambio posso offrire visibilità sul mio blog e in giro per il mondo. Fino ad ora una mano me la stanno dando il Motoclub aquile del Lura, Emerold Boardshop, Dedo Racing, il Bar Castello e Tool Tube. Un grazie particolare dunque a loro.”
So che hai avuto una prima disavventura che ti ha costretto a un primo rientro. Cosa è successo esattamente?
"Il 20 marzo 2014 sono partito in sella alla mia ktm 690 enduro r dovutamente accessoriata per viaggiare. Dopo essere stato a Zurigo e Berna sono partito, con un giorno di ritardo causa neve, in direzione di Nancy in Francia, da qui sono poi andato a Lille e a Calais da dove ho traghettato fino a Dover in Inghilterra. Dopo Dover son salito a nord: Nottingham, Newcastle, Edinburgo, Dundee, Inverness per poi scendere dalla costa ovest a Fort William, in Scozia e infine a Bradford. E proprio a Bradford, il 13 aprile, mi hanno rubato la moto (dei maledetti, per rimanere educati…). La moto si trovava su una via principale con bloccadisco e bloccasterzo, l'hanno portata via in pieno pomeriggio mentre ero a visitare la città: sono sicuro che mi hanno tenuto d'occhio. Da Bradford sono andato a Londra dove ho comprato un volo lastminute per Berlino dove ho poi trascorso 3 settimane. Una volta tornato in Ticino mi son subito rimesso alla ricerca di una nuova moto per poter riprendere il viaggio e ho trovato una Yamaha xt 660 z abs Tenere del 2012 e sono ripartito il 10 giugno."
Come ha reagito chi ti circonda, penso a famigliari ed amici, quando hai comunicato la tua intenzione di partire all'avventura?
"In famiglia, quando ho detto di voler partire in direzione nord Europa per poi attraversare la Russia hanno reagito con un "ma é proprio necessario?!", devo anche ammettere ho detto loro concretamente dove volessi andare solo un mese prima della partenza. Mio fratello mi ha "solamente detto" di stare attento… ma so che anche lui farebbe volentieri un viaggio del genere, anzi qualcosa si sta già muovendo. Dagli amici ne ho sentite di tutti i colori, "ta se matt" "fai bene" "vedi di tornare" "sei pazzo ad andare da solo", ma devo dire che in molti, anzi alla fine tutti, mi sostengono. A chi mi dice che sono matto ad andare da solo rispondo spesso spiegando che non è facile trovare qualcuno che si aggrega, anche perché non sono in molti ad avere la disponibilità finanziaria e il tempo necessario."
Quali sono le tue speranze e le tue aspettative in relazione a questo viaggio così particolare?
“Questo viaggio mi sta dando molto, ogni giorno conosco un sacco di gente davvero gentile ed ospitale. Persone che vivono con 500 euro al mese, eppure mi ospitano, mi offrono da mangiare e quant'altro. La mia speranza è che in questo viaggio vada tutto bene, soprattutto senza incidenti e situazioni spiacevoli (proprio 2 giorni fa una coppia con cui dovevo trovarmi ha avuto un grave incidente, bacino rotto lei e un infortunio alle vertebre lui)."
dielle
E ora come anticipato il primo “Diario di Bordo” di Luca, tra Europa dell’est e l’arrivo in Russia.
“Dal Ticino alla Russia: 31 giorni, 285 litri di benzina, 6'300 chilometri e pastiglie dei freni già sostituite!”
di Luca Reber
Sono partito il 10 Giugno in direzione di Zurigo. Inizio subito con il dire che la parola "autostrada" non esiste nella mia concezione di viaggiare, questo perché seguendo un’autostrada non si passa per i villaggi e si perde molto. Sono strade studiate per arrivare da un punto A a un punto B nel modo più veloce e noioso possibile, e come detto io non ho fretta. Quindi il percorso iniziale fino a Zurigo ha visto come protagonista lo scenico passo del San Gottardo, da qui sono andato in direzione di Schwiyz da dove ho percorso l'Axenstrasse e poi la strada cantonale fino a Zurigo, dove sono stato ospitato da una ragazza russa.
Da Zurigo sono andato a Bayreuth (230km a nord di Monaco di Baviera), città tedesca molto carina con diverse birrerie nella zona che vale la pena visitare.
Sempre restando in Germania sono andato a Berlino, che al momento è la mia città preferita (ci sono stato 3 volte per un totale di 5 settimane). Berlino non la considero una tappa del viaggio ma una vacanza, mi son trovato con un’amica (la stessa che mi ha ospitato dopo il furto della moto) che è venuta a trovarmi dall'Inghilterra dove ora sta studiando.
Dalla capitale tedesca è ripartito il viaggio, stavolta sul serio, direzione est, Polonia. Appena entrato in Polonia mi rendo conto che tutte le cifre sono esposte in Zloty polacchi e non euro come pensavo.. fortuna che almeno li accettano gli euro.
Al mio passaggio in moto nei paesini mi guardano come un alieno, come se fosse la prima volta che vedono passare qualcuno in sella a una moto. Questa sensazione è ancora presente adesso anche in Russia. In Polonia mi sono fermato a Bydgoszcz, città molto carina da visitare, infatti mi sono fermato un giorno in più del previsto. Insieme alla coppia che mi ospitava abbiamo noleggiato una piccola barca e abbiamo fatto un giro sul fiume, un’altra prospettiva per guardare la città. I prezzi calano decisamente rispetto all'Europa occidentale: due birre da “mezzo” nel centro turistico le ho pagate 3.50 franchi.
Sotto l'acqua parto in direzione di Marijampole, in Lituania: le strade peggiorano, i prezzi calano, il traffico “pesante” aumenta e lo stile di guida degli automobilisti cambia, in peggio! A Marijampole, città industriale, non ho visto nulla di particolare, alla sera finalmente sono riuscito a fare una bella grigliata insieme a chi mi ha ospitato, anche qui i prezzi son veramente bassi (1kg di carne, 6 birre, verdura, pane, dessert meno di 15 franchi).
Dopo la città lituana sono andato in Lettonia, a Rezekne: fortuna vuole che capito proprio nei giorni in cui si festeggia Jāņi, 23-24 giugno, ovvero il solstizio d'estate e festa nazionale in tutti i paesi con canti popolari, musica, birra, teatri e tanto artigianato.
Da Rezekne mi dirigo in Russia. Sul confine, dopo innumerevoli fogli da compilare, timbri, controlli alla moto, mi rimetto il casco e sento arrivare altre moto. Tolgo il casco, e mi incammino verso i 3 motociclisti che si apprestano ad entrare in Russia, sono 3 americani sui 60 anni, diretti in Russia, Kazakistan, Mongolia e Cina…è un peccato che abbiamo percorsi differenti, altrimenti avremmo potuto viaggiare un po’ insieme.
Entro poi nella città di Velikie Luki, mia destinazione del giorno, ed è proprio come me l'aspettavo! Un parco veicoli fermo a 30/40 anni fa, tanto diesel e un caos nella guida, ma man mano mi rendo conto che è un caos ordinato e ci son delle "regole" da seguire.
Ad accogliermi c'è la mamma di Alexander, donna russa di 60 anni circa, una volta insegnava inglese, ora non sa più di 10 parole, ma ci capiamo e mi offre subito del tipico cibo russo accompagnato con vodka fatta da lei, una bomba!
Mi chiama Alex e mi dice di andare a prenderlo, cosi poi facciamo la registrazione del mio visto, gli dico che per andare in moto serve il casco, e mi risponde "no problem siamo in Russia”. In effetti abbiamo superato la polizia e non è successo nulla…
Appuntamento alla prossima puntata con le avventure ‘russe’ di Luca!