CRONACA
Il mea culpa di Obama: "Dopo l'11 settembre abbiamo torturato persone"
Il presidente USA per la prima volta ammette e fa autocritica: "Abbiamo fatto delle cose sbagliate. E su questo dobbiamo riflettere. Perché il carattere di un Paese si vede nei momenti difficili"
WASHINGTON - Così esplicitamente Barack Obama non l'aveva mai detto: "Abbiamo fatto cose sbagliate dopo l'11 settembre, contrarie ai nostri valori. Abbiamo torturato persone, abbiamo passato il limite e questo deve essere capito".Parole nette, pronunciate nel corso di una diretta Tv dalla Casa Bianca, nata come una dichiarazione sullo stato dell'economia e trasformatasi in una lunga conferenza stampa a 360 gradi: da Gaza all'Ucraina, dalla paralisi del Congresso alla Cia.La Cia appunto: Obama ha confermato la fiducia al suo numero uno, John Brennan, dopo che questi ha chiesto scusa al Senato ammettendo che gli 007 dell'agenzia hanno in passato spiato i lavori della commissione intelligence, intrufolandosi nei computer dei senatori e carpendo alcuni file che avrebbero dovuto restare inaccessibili a tutti se non ai membri della commissione.Si tratta di file riguardanti proprio le indagini sulla Cia e i metodi utilizzati dai suoi agenti negli anni passati, nel corso delle indagini e delle operazioni antiterrorismo seguite agli attentati dell'11 settembre 2001. Nel mirino dei senatori soprattutto il controverso programma di interrogatori che prevedeva pratiche come il 'waterboarding' e altre che l'amministrazione Bush aveva con un eufemismo chiamato "tecniche rafforzate di interrogatorio".Per anni le associazioni dei diritti civili hanno criticato Obama per non aver preso una posizione decisa su tali vicende, nonostante molte fossero le aspettative su di lui riposte. Come per quel che riguarda la controversa chiusura del supercarcere di Guantanamo, teatro di violazioni dei diritti umani e di molte di quelle che ora il presidente americano chiama esplicitamente 'torturè."Abbiamo torturato delle persone. Ogni persona imparziale le chiamerebbe torture", ha sottolineato Obama. Il suo giudizio su quanto accaduto in passato è netto: "La gente non sapeva allora se altri attacchi terroristici fossero imminenti. C'era un'enorme pressione sulle nostre forze dell'ordine e addette alla sicurezza nazionale. Non bisogna essere ipocriti col senno di poi. Ma detto ciò - ha proseguito il presidente - abbiamo fatto delle cose sbagliate. E su questo dobbiamo riflettere". Perché - ha aggiunto Obama - "il carattere di un Paese si vede nei momenti difficili".
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