Emergono nuovi elementi sull’incidente di giovedì all’aerodromo di Lodrino: interrogato oggi l’altro ragazzo presente in pista, mentre restano da chiarire le responsabilità del 39enne alla guida del veicolo di manutenzione

LODRINO – Una bravata dettata dalla voglia di provare la propria moto, ecco cosa ha costato la vita del 20enne morto ieri nell’incidente di Lodrino.
Secondo quanto riferisce oggi la RSI, il ragazzo si trovava all’aerodromo in compagnia di un amico, che nella giornata di oggi è stato a lungo interrogato dagli inquirenti per chiarire la dinamica di quanto avvenuto.
Il ragazzo avrebbe quindi raccontato che lui e l’amico (studente di ingegneria informatica alla SUPSI, secondo il Corriere del Ticino) erano entrati insieme nella pista per provare le loro rispettive moto, entrambe di grossa cilindrata. I due, ha aggiunto ancora il ragazzo, viaggiavano inoltre a velocità sostenuta, ben oltre i 100 chilometri orari.
Restano comunque ancora da chiarire le responsabilità del 39enne addetto alla manutenzione, nei confronti si ipotizza al momento il reato di omicidio colposo. E intanto il procuratore Nicola Respini ha disposto il sequestro dei tre veicoli coinvolti (le due moto e l’auto di servizio) per gli accertamenti del caso.