CRONACA
Canonica e la criminalizzazione dei conducenti: “Stillicidio di condanne contro gli automobilisti, è accettabile tutto ciò?”
L’ex granconsigliera: “Serve un intervento diretto dei politici e delle autorità competenti, volto a modificare una legge assurda, ingiusta e sproporzionata. Abbiamo davvero superato il limite!”

LUGANO – Siamo al paradosso, “al punto che chi commette volontariamente un reato contro le persone e la proprietà (rapina a mano armata, aggressione ecc.) subisce una condanna minore di chi involontariamente pigia sul pedale dell’acceleratore. È accettabile tutto ciò?” A porre la domanda è Iris Canonica che, dalle righe de Il Mattino, torna a riflettere sulla “criminalizzazione” in atto contro gli automobilisti.

L’ex granconsigliera prende le mosse da alcune recenti condanne inflitte a “chi ha avuto il piede pesante”: un autista che per aver superato i limiti di velocità in autostrada, senza provocare incidenti, oltre al ritiro della patente, si è visto condannato a seicento ore di utilità pubblica, pari a sei mesi di carcere da espiare. E il caso, ripreso anche da Liberatv (vedi suggeriti), di due automobilisti ticinesi: “Uno per aver ampiamente superato il limite di velocità consentito, senza tuttavia arrecare danno alcuno, ha subito una condanna superiore a chi, involontariamente e dolorosamente, ha purtroppo causato la morte di un ragazzo di 12 anni”.

Ricorda Canonica aggiungendo che “qui, c’è qual­cosa che non quadra! Queste sen­tenze, oltre ad essere inique fra di loro, sono sproporzionate rispetto a quelle relative ad altre infrazioni e ad altri reati. Nel giro di poche set­timane, è la terza volta che scrivo sul Mattino di questa problematica, perché mi rendo sempre più conto di quanto queste nuove disposizioni in materia di circolazione stradale siano profondamente ingiuste, volte solo a criminalizzare una parte im­portante di cittadini, gli automobili­sti. Come interpretare altrimenti la sgangherata denominazione di “pi­rata della strada” che, entrata d’uf­ficio nelle norme legislative, altera addirittura il significato stesso delle parole?”

La situazione è frutto dell’entrata in vigore, nel gennaio scorso, delle nuove norme in materia di circolazione stradale, e da allora “si è assistito ad un pesantissimo stillicidio di condanne nei confronti degli automobilisti, con relative pene anche detentive (carcerazione), per chi – lo sottolineo ancora - non ha provocato incidenti e neppure assunto sostanze alteranti”.

E allora, conclude Canonica, “qui serve un intervento diretto dei politici e delle autorità competenti, volto a modificare una legge assurda, ingiusta e sproporzionata. Abbiamo davvero superato il limite! In una società che rispetta diritti e doveri individuali queste cose e questa caccia alle streghe non sono tollerabili. È tempo di darsi una mossa, altrimenti potrebbero pensarci i cittadini, sempre più bistrattati ed arrabbiati, a dare qualche dritta a chi fa leggi e disposizioni inconcepibili e fuori di testa”.

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