CRONACA
UBS a rischio maximulta in Francia: 6 miliardi di ammenda per l’accusa di riciclaggio dei proventi di frode fiscale
La banca nega, dichiarando si tratti solo di speculazioni. Ma la notizia viene riportata oggi dal quotidiano romando Le Temps, che afferma di aver potuto consultare il relativo documento giudiziario

BERNA – UBS a rischio maxi multa? La banca nega, dichiarando si tratti solo di speculazioni. Ma la notizia viene riportata oggi dal quotidiano romando Le Temps, che afferma di aver potuto consultare il relativo documento giudiziario.

Il procedimento riguarda la vertenza con la giustizia francese che accusa la grande banca svizzera di riciclaggio aggravato del provento di frode fiscale e di reclutamento illecito di clienti in Francia. Accuse per cui UBS rischierebbe una multa di circa 5 miliardi di euro, ossia oltre 6 miliardi di franchi.

Questo secondo l’ordinanza dei giudici istruttori, citata da Le Temps, che il 23 luglio scorso hanno imposto a UBS una cauzione di 1,1 miliardi di euro (1,33 miliardi di franchi) da versare entro il 30 settembre. Pagamento confermato dalla stessa Banca negli scorsi giorni, che ha però anche annunciato l’intento di voler ricorrere in cassazione.

Il ricorso però, che una fonte giudiziaria francese del quotidiano ha confermato esser stato già inoltrato, non ha effetto sospensivo. Perciò il rischio della maximulta è ancora pendente.

Le accuse

Le indagini contro UBS sono cominciate a inizio 2012 e riguardano il periodo dal 2004 fino all’anno di apertura dell’indagine. La banca è accusata di aver consentito in questo periodo ad alcuni suoi agenti commerciali di recarsi dai più facoltosi clienti in Francia, in violazione della legge, per proporre loro meccanismi con cui occultare parte dei loro depositi oltre frontiera.

Il lavoro degli inquirenti porta quindi all’apertura, nel giugno 2013, di un procedimento formale di incriminazione per "vendita porta a porta bancaria o finanziaria illecita". Mentre lo scorso luglio si aggiunge anche l’apertura di un procedimento per “riciclaggio aggravato (del provento) di frode fiscale”, che ha portato all’attuale cauzione versata da UBS di un miliardo e rotti, corrispondente “al 42,6% dell'ultimo anno di utili dopo imposte" e "al 2,8% dei fondi propri di UBS".

UBS dal canto suo ha sempre negato le accuse, denunciando anzi a suo volta di esser al centro di un procedimento “altamente politicizzato” e chiedendo quindi che il caso venga trattato “in conformità con la giurisprudenza vigente e sulla base degli elementi fattuali che figurano nel dossier”. Infine, se la Cassazione francese non le verrà incontro, ha fatto sapere che intende portare il caso alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

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