L'esercente e deputato leghista scrive una dura lettera all'associazione di categoria: "Mi han detto che quei vini sono offerti ma allora come si giustificano 120 franchi per la cena?"

LOCARNO – Ma come? Con tutti i produttori che ci sono in Ticino dobbiamo trovarci sul tavolo, alla nostra cena annuale, dei vini italiani? Roberto Balemi, ristoratore, titolare del Grotto Contrattempi di Losone, nonché deputato leghista in Gran Consiglio, lancia un siluro contro i vertici di Gastro Lago Maggiore, l’associazione degli esercenti. Gli è andato di traverso il programma della cena sociale, non per il menu, ma per i vini che sono stati abbinati ai piatti. Balemi ha scritto una lettera di fuoco ai vertici di Gastro Lago Maggiore preannunciando, anche a nome di alcuni colleghi, che non parteciperà alla cena
Forse erroneamente credevo, scrive, che la nostra associazione avesse lo scopo, considerato anche che si fregia del logo dell’ente turistico, di promuovere le attività produttive locali. Ma mi sbagliavo, aggiunge, perché proprio chi dovrebbe promuovere attività e prodotti locali, mette in tavola, non uno, ma tutti vini di provenienza estera.
I nostri produttori non sono forse all’altezza di esser portati nostro al tavolo?, si chiede Balemi, e ne cita alcuni: Matasci, Delea, Chiodi, Tamborini, Bianda, Haldemann… “Andate a dirlo a loro!”. E spiega come avrebbe proposto gli abbinamenti al menu previsto per la cena sociale.
Agli antipasti avremmo potuto abbinare un Preludio o un Terre di Gudo, o perché no un Reslina, al medaglione di filetto in crosta di basilico un merlot Locarno un San Giorgio, un Tre Terre, un’ Ultima Goccia, un Saleggi, un Carato, un La Carrà, un Sirio, un Tendro... Insomma, c’era solo l’imbarazzo della scelta.
Poi aggiunge un dettaglio di non poco conto e racconta che quando telefonicamente ha espresso il suo disappunto all’Associazione, gli è stato spiegato che i vini erano offerti. E si chiede: ma allora come giustifichiamo i 120 a testa richiesti per la cena?
emmebi