Il presidente di GestroTicino sulla denuncia di Balemi: "Nulla a che vedere con la diatriba con il presidente del Locarnese, ma non si difendono così gli interessi del Ticino"
di Marco Bazzi
LOCARNO – “Assurdo!!! Ci battiamo da sempre per difendere e promuovere i prodotti ticinesi valorizzandone la qualità al cospetto di una concorrenza sempre più spietata e a volte scorretta nella convinzione che non siamo secondi a nessuno!!! Esempio ne è il progetto Ticino a Tavola creato e promosso da GastroTicino con il sostegno del Cantone e notizia recente pure dalla Confederazione! E in questo caso cosa si fa?!? Ci si svende per alcune bottiglie offerte... alla faccia della coerenza ma soprattutto della condivisione di intenti con l'associazione mantello”.
Dopo il siluro lanciato questa mattina tramite liberatv dall’esercente e deputato Roberto Balemi contro la sezione locarnese di GastroTicino arriva quello del presidente cantonale. Massimo Suter ha immediatamente commentato sul suo profilo Faceboook la protesta di Balemi, infuriato per il fatto che alla cena annuale di Gastro Lago Maggiore vengano proposti dei vini esteri e non ticinesi (leggi l’articolo correlato).
“Sono sicurissimo – scrive sempre Suter - che se si fosse chiesto ai nostri amati produttori ticinesi sarebbero stati ben disposti ad offrire i loro prodotti in occasione di una cena di addetti ai lavori!!! Come presidente ma soprattutto come Ticinese non posso restare indifferente e mi scuso a nome di GastroTicino con tutti i produttori ticinesi per questo deplorevole modo di agire”.
E i produttori di vino che ne pensano?
“La convivenza di vini esteri e locali è normale – dice a liberatv Francesco Tettamanti, direttore di TicinoWine -. Quello che mi disturba in questa faccenda è la loro totale assenza, soprattutto in un evento ufficiale. È un malvezzo diffuso, anche in eventi organizzati da comuni o enti, che teoricamente dovrebbero portare attenzione alla produzione locale e al territorio. Vedere prosecco e Chianti in certe circostanze spiace molto”.
Penso quindi che Balemi abbia pienamente ragione, aggiunge: “Un cactus per Gastro Lago Maggiore sul Caffè di domenica ci starebbero benissimo. Mi spiace per la collaborazione a senso unico.. Da anni sosteniamo per esempio il loro wine bar allo spazio cinema del Festival del film di Locarno, e se questo è il riscontro certamente non ne siamo felici. Se avessero chiesto ai produttori citati da Balemi, o ad altri del Locarnese o a Ticinowine una soluzione a chilometro zero si sarebbe certamente trovata. Mi sembra che sia solo una questione di mancanza di buona volontà”.
Ma torniamo a Suter. Gli abbiamo chiesto di spiegarsi meglio, anche alla luce delle tensioni emerse negli ultimi giorni tra GastroTicino e la sezione di Locarno per la mancata nomina nel Consiglio di amministrazione del presidente Claudio Risi.
“Guardi, questa mattina leggendo il vostro articolo sono rimasto allibito. Premetto che quello che ho scritto e che sto per dire non ha nulla a che vedere con i miei rapporti non idilliaci con il presidente di Locarno. Mi chiedo solo: lui vuole entrare nel Consiglio di GastroTicino perché dici di difendere gli interessi del Ticino e poi mi fa una cosa del genere? I conti non tornano. Io dico che così facendo ci facciamo del male da soli, e per quattro bottiglie di vino regalate! Siamo i primi a lamentarci come esercenti e non sosteniamo chi di riflesso dovrebbe rappresentare con i propri vini l’immagine del nostro Cantone? Errori del genere non possono venir commessi da chi conduce una sezione di GastroTicino. Non è una diatriba personale, ma questo episodio conferma le mie opinioni. È uno scivolone su una buccia di banana. Sia chiaro: non intendiamo certo dire che gli esercenti ticinesi non possano proporre vini esteri, ci mancherebbe! Ma in un’occasione come la cena annuale della sezione il vino ticinese si impone”.