CRONACA
Tre anni lontano dalle piste: "condanna" esemplare per uno dei capi curva dell'Ambrì
Lo ha deciso la Lega Nazionale comminando la pena massima prevista dal concordato anti hooligans. Ad inchiodare l'ultras le immagini della videosorveglianza durante l'ultimo derby disputato alla Resega. Contro la decisione non c'è possibilità di ricorso

AMBRÌ – Per i prossimi tre anni non potrà più accedere a nessuna partita disputata in una pista del ghiaccio o in uno stadio di calcio. La Lega Nazionale ha deciso di emettere una "condanna" esemplare nei confronti di uno dei capi della curva dell'Ambrì. Al tifoso è stata infatti comminata la pena massima prevista dal concordato intercantonale anti hooligans.

L'ultras paga per i disordini scoppiati lo scorso 31 ottobre in occasione dell'ultimo derby disputato alla Resega. In particolare per gli incidenti avvenuti ai tornelli della pista del ghiaccio che portarono al ferimento di un'addetta alla sicurezza. Ad inchiodarlo è stato l'impianto di videosorveglianza: secondo informazioni raccolte da Liberatv le immagini mostrerebbero senza possibilità di errore il capo curva nel momento esatto in cui avrebbe dato l'ordine ai suoi compagni di tifo di sfondare. Un ordine che, come detto, gli varrà tre anni lontano dalle piste e senza possibilità di interporre ricorso. 

E per lui potrebbe non essere finita qui. Come è noto sia il Municipio di Lugano sia l'HCL hanno presentato una denuncia al Ministero Pubblico per gli atti di violenza e vandalismo commessi quella sera. Il club bianconero ha messo a disposizione della Procura tutte le immagini dell'impianto di videosorveglianza. Immagini che, come detto, non hanno lasciato dubbi alla Lega sulle responsabilità dell'ultras biancoblù.  

Nel pezzo precedente abbiamo erroneamente indicato il soprannome di un altro ultras, che è però estraneo ai fatti contestati ora.

AELLE

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