CRONACA
Locarno, si segue la pista di un’aggressione passionale: dietro alla rissa di via Angelo Nessi, una donna
Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il 41enne rimasto ferito a una mano da un coltello ha infatti avuto legami con la ex moglie di uno dei suoi quattro assalitori

LOCARNO – Una rissa nata per una donna. Sembrerebbe quindi delinearsi un movente di natura passionale dietro ai fatti che nella serata di giovedì hanno portato al ferimento di un 41enne italiano, residente nella regione, assalito da altri quattro uomini in via Angelo Nessi a Locarno (vedi suggeriti).

Secondo quanto riporta oggi il Corriere del Ticino, le prime ricostruzioni degli inquirenti avrebbero chiarito che l’uomo rimasto ferito leggermente a una mano da un coltello ha avuto legami con la ex moglie di uno dei suoi assalitori. Questo dunque il principale filone di indagine: una specie di regolamento di conti per questioni sentimentali, ma il tutto resta ancora da accertare e maggiori dettagli si avranno dopo gli interrogatori della vittima e degli aggressori.

I fatti risalgono appunto a giovedì, quando verso le 20 nella via si sono cominciate a sentire le prime urla e grida dovute alla discussione che è poi presto degenerata finendo in rissa, momento in cui è spuntato anche il coltello. Secondo quanto scrive ancora il CdT, il ferimento potrebbe essere involontario: l’arma potrebbe cioè non esser stata brandita con il reale intento di colpire l’uomo e quest’ultimo potrebbe esser stato ferito in modo accidentale durante la rissa, magari nel tentativo di disarmare l’aggressore.

Intervenute sul posto le forze dell’ordine con diversi agenti della Polizia cantonale e delle Comunali di Locarno e Muralto-Minusio, nonché i soccorritori del Servizio ambulanza Locarnese e Valli (SALVA), dopo breve sono stati fermati due dei quattro aggressori: un 48enne (anch’egli rimasto leggermente ferito durante la colluttazione e trasportato all’ospedale di Locarno) e un 30enne, entrambe italiani e domiciliati nella regione come la vittima. I due uomini, dopo un primo interrogatorio, si trovano ora in regime d’arresto.

Restano invece ‘a piede libero’ gli altri due aggressori, ma, aggiunge infine il CdT, gli inquirenti hanno già raccolto informazioni utili alla loro identificazione. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice Chiara Borelli.

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