CRONACA
Franco forte e tensioni sul lavoro, l'idea di Vitta per ridare ossigeno alle imprese: "Creiamo un fondo che garantisca prestiti bancari alle aziende in crisi di liquidità"
Il capogruppo del PLR: "Il Cantone crei urgentemente un fondo di fideiussione per garantire il credito bancario alle piccole e medie aziende"

BELLINZONA - Il rafforzamento del franco sta creando seri problemi all’economia ticinese. Per alcuni imprenditori disonesti o poco accorti è un alibi per tentare di ridurre i salari dei dipendenti o pretendere che lavorino di più. Ma per la maggior parte delle aziende e delle imprese è una realtà con cui fare i conti. Il mondo del lavoro sta vivendo forti tensioni e duri confronti tra le parti sociali. In due casi si è arrivati allo sciopero. Insomma, il momento è delicato e non sappiamo come evolverà la situazione nei prossimi mesi. L’incertezza regna sovrana.
Oltre alle misure urgenti che sono state introdotte o si stanno studiando ce n’è una che potrebbe ridare immediato ossigeno alle imprese in difficoltà temporanea.
“Secondo me – dice il capogruppo del PLR, Christian Vitta – il Cantone dovrebbe creare quello che in altre regioni svizzere viene chiamato ‘fondo di cauzionamento’, ma che io chiamerei fondo di garanzia. Un fondo tramite il quale consentire alle aziende che si trovano in momentanea crisi di liquidità di accedere al credito bancario”. 

“Di fronte alla situazione di emergenza che si è creata in seguito al rafforzamento del franco e che ha colpito anche piccole e medie imprese, anche nel settore dell’artigianato – spiega Vitta -, è importante che il Cantone predisponga urgentemente un piano di intervento straordinario. Un piano da attivare qualora si rendessero necessarie delle fideiussioni bancarie che permettano alle banche, penso in particolare a BancaStato, di erogare alle aziende dei crediti per far fronte ai problemi di liquidità transitori con i quali si trovano confrontate”.

La proposta di Vitta parte dal presupposto che oggi l’accesso al credito bancario è diventato sempre più restrittivo. “Ecco perché un fondo di garanzia messo a disposizione del Cantone è uno strumento importante”.
Tra l’altro a costo zero. Anche se va considerato un certo margine di rischio: se l’azienda che ottiene il prestito alla fine fallisce comunque il Cantone deve infatti garantirlo nei confronti della banca.

“L’importo globale del fondo va definito in base alle richieste che arriveranno dalle aziende, e il tetto massimo per le singole fideiussioni va fissato secondo me attorno agli 800'000 franchi. È chiaro che la concessione di questi aiuti va vincolata alla presentazione da parte delle aziende di un business plan che giustifichi le richieste”.

Vitta ritiene che queste fideiussioni possano essere utilizzate anche per far fronte ai costi di gestione corrente, salari compresi, dalle ditte che si trovano in situazioni di emergenza temporanea ma che dimostrano di avere nel loro portafoglio lavori e commesse. Che dimostrano insomma di non essere “alla canna del gas” ma di avere un futuro.

Al di là di questo intervento legato direttamente alla crisi monetaria, secondo il capogruppo del PLR è anche necessario potenziare lo strumento di garanzia bancaria che fa capo alla Cooperativa di fidesiussione Sud, che ha sede a San Gallo ma è attiva anche in Ticino.

“Questi aiuti – spiega - consentono già oggi di ottenere garanzie per facilitare i processi di successione aziendale o per favorire investimenti volti a migliorare la capacità produttiva, competitiva e innovativa delle aziende. La Cooperativa opera anche in Ticino ma è poco conosciuta dagli stessi imprenditori. Credo quindi che il Cantone, nell’ambito della nuova legge sull’innovazione economica, dovrebbe prevedere una sorta di antenna di consulenza che promuova questi servizi in favore delle piccole e medie imprese locali”.

emmebi

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