CRONACA
Pozzo Polenta, manifestazione a Morbio con marcia funebre. Ma anche i Centonze sparano su Ministero pubblico e Cantone
Il legale della ditta indagata: "Assodata l’impossibilità di individuare delle responsabilità penali precise in capo a qualcuno, meno che mai al management di ECSA, ci aspettavamo un abbandono"

MORBIO – Un centinaio di cittadini di Morbio Inferiore si è riunito oggi al Mulino del Ghitello per protestare sul caso dell’inquinamento del Pozzo Polenta, sul quale il Ministero pubblico ha indagato per anni senza giungere ad alcuna conclusione. Il dossier è sul filo della prescrizione e sfocerà probabilmente in un abbandono, che però ancora non è stato deciso (leggi qui). La manifestazione è iniziata con una marcia funebre. Ma sempre oggi, tramite l’avvocato Gianluca Padlina, Emanuele ed Egidio Centonze, indicato come presunto responsabile, con la sua ditta, dell’inquinamento, ha preso pubblicamente posizione criticando l’operato della Magistratura.
Di seguito la nota stampa.

“ECSA SA, Emanuele ed Egidio Centonze hanno preso atto della manifestazione indetta oggi, con cui si vuole denunciare pubblicamente l’incapacità della giustizia penale a individuare e punire i responsabili dell’inquinamento del Pozzo Polenta. Allo scopo di chiarire la propria posizione ECSA, Emanule ed Egidio Centonze desiderano far presente quanto segue.

È importante ricordare che nel 2001, prima della presa in consegna della stazione di servizio da parte di ECSA, il sedime era già stato interessato da un primo caso di inquinamento, sul quale le opinioni dei periti di parte divergono da quelle dei periti giudiziari, pur essendo stata accertata la presenza in falda già all’epoca di componenti della benzina. Viste le importanti conseguenze che ne sono seguite, è difficile comprendere perché, ancora oggi, non siano stati eseguiti tutti gli accertamenti possibili, in particolare la verifica di alcune istallazioni, in parte dismesse prima della presa in consegna della stazione da parte di ECSA.
Il compito di verificare l’eventuale esistenza di responsabilità di carattere penale è stato affidato negli anni a cinque Procuratori pubblici diversi che hanno esaminato la fattispecie in tutte le sue sfaccettature, focalizzando la loro attenzione sul periodo in cui la stazione di servizio è stata gestita da ECSA, visto che eventuali responsabilità pregresse risultavano già prescritte.
Assodata l’impossibilità di individuare delle responsabilità penali precise in capo a qualcuno, meno che mai al management di ECSA, quest’ultimo si aspettava un abbandono del procedimento prima della prescrizione penale, ormai prossima se non già ampiamente intercorsa.

Se non sarà così è semplicemente per la decisione del Ministero Pubblico di attendere ulteriori accertamenti tecnici, disposti dall’autorità amministrativa, e che purtroppo sembrano nuovamente partire con il piede sbagliato, a seguito del rinnovato rifiuto di quest’ulima a svolgere verifiche complete ed esaustive.
Con ciò una vicenda penale che meritava una decisione chiara e motivata, che desse conto del lavoro svolto e della impossibilità oggettiva di individuare uno o dei colpevoli, così da togliere ogni dubbio sulla posizione degli inquisiti, finirà invece con tutta probabilità con una decisione per intervenuta prescrizione, che lascerà tutti insoddisfatti creando solo occasione per ulteriori illazioni.
I primi ad esserne contrariati sono ECSA, Emanuele ed Egidio Centonze, che da questo specifico punto di vista condividono la protesta odierna e sperano che la stessa possa spingere l’autorità amministrativa a mutare atteggiamento e fare uso delle proprie competenze per ordinare finalmente gli accertamenti mancanti”.

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