CRONACA
Brissago esclusa dal Paloc, nessun fondo per la mobilità lenta. Il sindaco: “Amareggiato e deluso, non vogliamo attende un altro decennio”
Ai fondi del Programma d’agglomerato del Locarnese, nel borgo, si guardava per poter cominciare finalmente ad intervenire nella delicata situazione creatasi sulla litoranea tra Ascona e la dogana di Madonna di Ponte, fortemente trafficata

BRISSAGO – Regna l’amarezza fra il Municipio di Brissago, la ragione è nella decisione di non includere la località nel Programma d’agglomerato del Locarnese (Paloc) per il quadriennio 2016/2020. “Sono amareggiato e deluso”, commenta il sindaco Roberto Ponti a nome dell’Esecutivo a LaRegione che riporta oggi dell’esclusione.

Ai fondi del Paloc, nel borgo, si guardava per poter cominciare finalmente ad intervenire nella delicata situazione creatasi sulla litoranea tra Ascona e la dogana di Madonna di Ponte, fortemente trafficata. E invece, ancora per il prossimo quadriennio, la Città non potrà attingere ai finanziamenti messi a disposizione da Confederazione e Cantone per favorire progetti sulla mobilità lenta.

Un amarezza, quella espressa dal sindaco, dettata anche dal fatto che il Comune partecipa al finanziamento del Paloc. “Versiamo migliaia di franchi di contributi all’anno, ma gli investimenti per migliorare la rete di piste ciclabili nella regione vanno sempre a finire altrove”, commenta Ponti.

E questo nonostante la criticità della strada sia nota da anni, aggiunge ricordando il progetto tanto discusso ma mai concretizzato della galleria in zona Acapulco. Per un Comune a vocazione turistica, che da questo dipende, sottolinea ancora, è essenziale avere collegamenti sicuri per pedoni e ciclisti a tutto vantaggio di vacanzieri, locali e commerci. “Su questa stretta arteria stradale, unica via di comunicazione in pianura, la convivenza tra le bici e le auto è impossibile!”, sottolinea ancora ricordando l’assenza di marciapiedi, la stretta carreggiata e il forte carico di traffico quotidiano.

“Riteniamo che sia giunto il momento che anche i nostri desideri vengano accolti e concretizzati – conclude Ponti –. Con un cronoprogramma di realizzazione delle opere ciclopedonali come quello previsto dal Paloc rischiamo davvero di attendere ancora un decennio”.

 

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