MURALTO - Una bravata, solo una bravata. È questa l'ipotesi al momento più accreditata dagli investigatori per spiegare il furto di ossa al cimitero di Muralto. Niente satanismo, insomma, che quando ci si trova di fronte ad episodi del genere, è la prima cosa che ti viene in mente. In ogni caso i due autori del furto lo dovranno spiegare al giudice dove saranno chiamati a rispondere di furto aggravato e violazione di sepolcro. E al giudice spetterà anche l'ultima parola sulle motivazioni che hanno spinto i due ladri ad agire.La vicenda è stata raccontata oggi con dovizia di particolari dalla Regione. Gli autori del furto, riferisce il quotidiano, si sono introdotti nel cimitero comunale portandosi a casa ossa e teschi, senza tuttavia profanare le tombe e senza vandalismi di altro genere. I ladri di ossa non sono domiciliati in Paese ma sono residenti della Regione. La polizia li ha già identificati e fermati, grazie alla segnalazione di un cittadino. Entrambi hanno già ammesso le loro responsabilità e la "refurtiva" è già stata recuperata.