LUGANO - Diciamoci la verità: per lui non è certo una prima volta. Attilio Bignasca non è nuovo ad utilizzare l'autosospensione come "metodo" di protesta. Quando sedeva in Gran Consiglio, ad esempio, si era più volte autosospeso, o lo aveva quantomeno annunciato, da commissario della Gestione per protestare per questo o quel motivo. E ora Bignasca ha deciso di replicare anche in Consiglio Comunale e in Gestione a Lugano, come annunciato da lui stesso dalle colonne del Mattino, "in attesa che venga ripristinato il rispetto delle leggi, compresa quella della trasparenza". "Il Municipio - questo il nocciolo della questione che ha fatto saltare la mosca al naso a Bignasca - non risponde agli atti parlamentari sul LAC e questo con la condiscendenza della Sezione enti locali, che tollera questo agire illegale".