CRONACA
Il Molino denuncia: "Venditore di rose picchiato da agenti dalla polizia di Lugano in stazione". Il Comando: "Non ci risultano interventi in quel luogo e a quell'ora"
Il procuratore generale ha aperto un dossier e chiesto informazioni. Il comandante "Il sistema di controllo installato sulle autopattuglie ha escluso che in quella fascia oraria una “volante” della Comunale si sia fermata nei pressi della stazione"

UGANO - Un venditore di rose di nazionalità pachistana ha sporto denuncia contro la polizia della Città di Lugano: sostiene di essere stato malmenato il 1° agosto alla stazione.

Lo fa sapere il Centro sociale Il Molino in una nota stampa: “Succede così che un ragazzo pachistano venditore di rose, venga fermato da due agenti di polizia a Lugano durante il “natale della patria” e portato in un gabbiotto della stazione FFS. Soldi (140 euro!) e rose confiscate e, tanto per gradire, riempito di botte! Risultato: un timpano rotto (2 referti medici lo testimoniano) e vari lividi sul corpo. Ordinaria amministrazione all'insegna di “Un Ticino più sicuro e accogliente”. In questi giorni una denuncia “nei confronti di agenti della polizia comunale di Lugano”  è stata inoltrata dallo stesso al ministero pubblico per “sequestro e rapimento, coazione, abuso d'autorità, lesioni semplici e omissione di soccorso”.

Il procuratore generale John Noseda si è subito mosso e ha già chiesto informazioni al comando della Comunale. Ma le prime verifiche hanno escluso che, nella fascia oraria in cui sarebbero accaduti i fatti, la Polcom di Lugano abbia effettuato interventi alla stazione ferroviaria. Non solo, spiega il comandante, Roberto Torrente: il sistema di controllo della posizione installato sulle autopattuglie, che indica esattamente i percorsi di ogni auto, ha escluso che in quella fascia oraria una “volante” della Comunale si sia fermata nei pressi della stazione. L’inchiesta in ogni caso è aperta e dovrà cercare di ricostruire i fatti e capire se e chi ha malmenato il venditore di rose.

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