CRONACA
Omicidi di Chiasso, l’analisi di Don Feliciani: “Addolorato, ma non sorpreso. Abbiamo adorato lo sballo e adesso lo sballo ce la fa pagare”
Per l’arciprete fatti simili sono il frutto della società che abbiamo costruito: “Bisogna allora vincere il bene con il male e tornare al valore dei valori, Dio. Non esiste, ahimè, una ‘vita spericolata’ senza conseguenze”

CHIASSO – Si dice scosso, ma non sorpreso Don Gianfranco Feliciani per quanto accaduto venerdì sera a Chiasso, nel posteggio sotterraneo di Corso San Gottardo. È la seconda volta, in poco più di un mese, che la città di confine viene scossa da un cruento omicidio. Solo un caso oppure ci sono ragioni più profonde?

“Sono molto addolorato per quanto di nuovo accaduto – risponde l’arciprete –. Non sono, però, stupito purtroppo. Quando una società si lascia andare nella adorazione del danaro, in una vita senza più regole, in una immoralità dilagante, che appare sulla stampa e in televisione. Ecco, una società così poi sfocia nella violenza, nella cattiveria, nell’arroganza e i rapporti umani sono inquinanti da una grande disumanità. Sono molto addolorato ma non stupito, credo che ne vedremo ancora di episodi così purtroppo”.

Non si può cercare di mettere un freno in qualche modo a questi fenomeni? Cosa si potrebbe fare nel concreto?

“Vincere il bene con il male. Davanti a una società che si sfascia, Papa Francesco propone l’Anno Santo della misericordia e della tenerezza. Il ritorno al valore dei valori che è Dio, riporta l’uomo dentro la sua umanità, dentro la capacità di rapportarsi all’altro con rispetto delicatezza e bontà. Ecco, ognuno cominci da se stesso, nel proprio rapporto con l’altro, a porsi con i famigliari o con i conoscenti che incontra al lavoro o per strada con quella umanità che è la nostra gioia di vivere”.

Come mai pensa che si stiano un po’ perdendo questi valori?

“Risponderò con e parole di un salmo, che sono piene di buon senso: l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che vanno al mattatoio. Ecco, noi dal dopoguerra in poi abbiamo conosciuto un grande benessere, che di per sé è una cosa buona. Ma abbiamo adorato quel benessere, abbiamo adorato il denaro per il denaro, il profitto per il profitto e adesso questo idolo ci sta schiacciando e cominciamo a patirne le conseguenze. Gli idoli uccidono sempre. Non c’è, ahimè, una vita spericolata, come cantava Vasco Rossi senza conseguenze nefaste. Abbiamo adorato lo sballo e adesso lo sballo ce la fa pagare”.

Massimo Baciocchi

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