CRONACA
L’omicidio, gli interrogativi e lo sconcerto dei parenti. Il fratello della vittima: “Non riesco a capacitarmi di quanto successo”
Mancano ancora conferme o smentite ufficiali dagli inquirenti, ma il delitto sembrerebbe dettato da uno sfratto a causa degli affitti arretrati per l’attività commerciale e l’abitazione dei due uomini, padre e figlio, trasformatisi in assassini

CHIASSO – Lo sconcerto per quanto avvenuto venerdì a Chiasso è, comprensibilmente, soprattutto quello della famiglia della vittima, che attende risposta ai molti interrogativi.

In questi giorni si sono susseguite le notizie, elementi emersi uno dopo l’altro che dipingono un quadro ancora non del tutto chiaro. Decisiva potrebbe essere la cattura dei due autori del delitto di Corso San Gottardo. Cattura per cui si parla nuovamente di ore.

Gli inquirenti non hanno ancora confermato, ma nemmeno smentito. Quello che si sa al momento è quindi che ad uccidere Angelo Falconi, 73enne fiduciario con un passato in politica nelle file del PPD a Morbio, siano stati due uomini residenti a Chiasso di origine italiana. I due, padre e figlio napoletani sembrerebbe ora in fuga oltreconfine, gestivano un’attività nella cittadina. Gli spazi, compreso l’appartamento in cui abitavano, erano amministrati dalla vittima e di proprietà della moglie. Gli affitti però non venivano pagati da tempo e sarebbe scattato quindi lo sfratto. Questo il movente.

“Non so capacitarmi di quanto successo”, ha dichiarato al Giornale del Popolo il fratello maggiore della vittima, Giuseppe Falconi. I due fratelli avevano lavorato insieme, mettendo in piedi diverse attività soprattutto nel ramo dell’impiantistica elettrica, fino alla fine degli anni Novanta. Dal Duemila poi la decisione di mettersi in proprio e lo spostamento del domicilio in Francia. Angelo Falconi tornava però frequentemente in Ticino, dove aveva ancora qualche attività, come quella di amministratore, che venerdì ha portato alla sua morte.

“Non riesco a capire”, commenta ancora il fratello. “Le nostre relazioni d’affari sono continuate fino al 1999, poi ci si vedeva e ci si incontrava di tanto in tanto. Ma non vorrei aggiungere altro, ora sto aspettando il figlio di Angelo, Cristiano, che sta arrivando da Dubai dove vive e lavora”

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