Il presidente dei tiratori sulla bozza di legge europea "antiterrorismo": “Non tollereremo una limitazione della nostra libertà”
LOCARNO - “Vogliono toglierci il FAS? Non se ne parla nemmeno! Non tollereremo una limitazione della nostra libertà da parte dell’Unione europea. Bruxelles impari a rispettare i nostri diritti, non può avere soltanto pretese. Se necessario lanceremo un referendum. Faremo di tutto per tutelare i diritti dell’esercito di milizia e del tiro sportivo”.
Oviedo Marzorini, presidente della Federazione ticinese delle società di tiro, è stato chiaro nel suo intervento, sabato scorso, all’assemblea cantonale dei pescatori, svoltasi a Mendrisio.
Il tema sta facendo discutere in tutta la Svizzera. La Commissione europea ha deciso di procedere a un inasprimento della legge sulle armi per evitare che finiscano in mano a terroristi o ad organizzazioni criminali. Una prima bozza, in circolazione da qualche tempo, non ha mancato di impensierire Berna: alcuni punti contraddicono il diritto in vigore in Svizzera. E la Confederazione, sulla base dei trattati di Schengen, dovrebbe allinearsi alle direttive di Bruxelles adottando le nuove normative e integrandole nel diritto nazionale.
I militi dell'esercito svizzero non potrebbero più portare a casa l'arma di ordinanza alla fine del servizio obbligatorio. E Bruxelles si spinge ancora oltre: per acquisire un'arma bisognerà poterne dimostrare la necessità. Bisognerà insomma attestare di essere un cacciatore, un tiratore sportivo o un collezionista. Disposizione che non esiste attualmente nel diritto elvetico. Inoltre ogni permesso d'acquisto dovrà essere corredato di un attestato medico.
La Federazione sportiva svizzera di tiro (FST) ha già preso posizione in merito, minacciando di ricorrere al referendum qualora si volesse toccare il diritto federale. E Marzorini condivide punto per punto: “In Svizzera vige un diritto che sancisce l’esercito di milizia e difende tradizioni, come il tiro sportivo, che sono intoccabili. Siamo ovviamente contro il cattivo uso delle armi ma non possono vietarcene l’uso senza motivo. Inoltre non è con una legislazione restrittiva che si potrà impedire gli abusi che già ora sono puntualmente puniti”.
Sempre secondo Marzorini non resta che attendere di sapere quali saranno gli sviluppi in materia, ma garantisce: “Non tollereremo una limitazione della nostra libertà”.
Massimo Baciocchi